L’ex sindaco Riccardi risponde al Commissario: “Studiasse gli atti amministrativi, visto che le sue apparizioni in città vengono profumatamente pagate dai contribuenti.

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“ADDUMANNE ALL’AQUARULE: L’ACQUA JÌ FRESCHE? 𝗟𝗔 𝗣𝗔𝗥𝗔𝗗𝗢𝗦𝗦𝗔𝗟𝗘 𝗥𝗜𝗦𝗣𝗢𝗦𝗧𝗔 𝗗𝗘𝗟𝗟’𝗔𝗟𝗧𝗢 𝗙𝗨𝗡𝗭𝗜𝗢𝗡𝗔𝗥𝗜𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗢 𝗦𝗧𝗔𝗧𝗢

Ho letto sbigottito la risposta fornita su un atto amministrativo molto discutibile sul piano della legittimità e che avevo segnalato alcuni giorni fa. L’alto funzionario dello Stato, come lo stesso si definisce, ci ha fatto sapere che di fronte alla mia grave segnalazione invece di verificare personalmente, ha acquisito dagli uffici dell’Ente apposita relazione. A Manfredonia si dice: addumànne all’acquarüle: l’acque jì frèške? Ovvero, chiedi all’acquaiolo se l’acqua è fresca.
Gli uffici gli hanno riproposto la solita solfa con cui ho dovuto combattere per anni, che è quella dello sport nazionale preferito: lo scarica barile. Sostanzialmente la colpa è sempre di chi non c’è. Nel caso segnalato sono “spariti” 1.600.000,00 euro, somme versate negli anni 2015, 2016, 2017, 2018 e 2019. Gli uffici hanno quindi spiegato che: nell’anno 2015 e seguenti non vennero effettuati vincoli di destinazione per i fondi derivanti da cambi di destinazione d’uso di unità immobiliari dal dirigente del settore competente.
Il punto cruciale della denuncia viene artatamente relegato alla fine della risposta e liquidato con argomentazioni risibili sul piano giuridico, che denotano l’approssimazione nella gestione di atti amministrativi particolarmente delicati. L’alto funzionario dello Stato dimentica, o meglio fa finta di dimenticare, che è stato proprio lui a disporre l’invio dell’atto amministrativo alla Regione Puglia per quanto di competenza. L’atto è palesemente illegittimo, non perché lo sostiene l’ex sindaco di Manfredonia, ma semplicemente perché lo dice la Regione Puglia, in termini chiari ed inequivocabili “Alla luce delle sopra richiamate prescrizioni normative, ad avviso dello scrivente la zona in argomento “D4E” del PRG, già zona “D32” del PdF previgente 𝗡𝗢𝗡 risulta suscettibile di applicazione delle disposizioni dell’art. 8-bis della LR n. 33/2007, con riferimento specifico al proposto mutamento di destinazione d’uso degli immobili da ‘laboratorio artigianale’ a ‘residenza’”.
Che il provvedimento sia illegittimo, lo testimonia anche il fatto che nessuna istruttoria è giunta alla conclusione con un esito favorevole dagli uffici comunali. Evidentemente chi è chiamato all’istruttoria si guarda bene nell’incorrere con complicità alla formazione di atti penalmente perseguibili.
Stessa identica sorte ha riguardato altre azioni amministrative, come l’approvazione del Piano Comunale delle coste, bocciato dal TAR Puglia senza che ad oggi la Commissione abbia avuto il coraggio di rimettere a posto l’atto di programmazione legittimamente approvato dalla precedente amministrazione.
Un alto funzionario dello Stato dovrebbe rispettare l’esito dell’iter amministrativo e procedere senza alcun indugio alla revoca del provvedimento illegittimo.
Tornando alla distrazione dei fondi, cambia il maestro della banda, ma non la musica, con una risposta piena di contraddizioni ed inesattezze, volta a mascherare la realtà. La precedente amministrazione ha vincolato la destinazione di quelle risorse e l’atto amministrativo prodotto non lascia dubbio alcuno. Se nella logica perversa delle comunicazioni e delle responsabilità dei dirigenti dei settori si è determinata una diversa destinazione delle risorse, i responsabili saranno chiamati a rispondere personalmente, e di questo si dovrà occupare la Corte dei Conti.
Piuttosto, dall’alto funzionario dello Stato ci saremmo aspettati una risposta puntuale, con l’elenco delle spese effettuate ed i soldi versati. Sarebbe anche interessante comprendere a quale manutenzione fanno riferimento gli uffici, visto che nel mio ultimo mandato non mi veniva permesso di spendere nemmeno un euro.
Vergognosamente mistificatoria è l’affermazione che sostiene che i precedenti amministratori erano informati della diversa finalità della destinazione dei fondi.
L’alto funzionario dello Stato, invece di farsi propinare argomentazioni e giustificazioni clamorosamente infondate, farebbe bene a passare il tempo necessario a studiarsi gli atti amministrativi, visto che le sue apparizioni in città vengono profumatamente pagate dai contribuenti.”

Angelo Riccardi già Sindaco di Manfredonia (FG)
Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Puglia dal 14 novembre 2011 nell’elenco dei Pubblicisti n. 145000