Quando si parla di bilancio consolidato, il rischio è che la discussione rimanga tra pochi
addetti ai lavori. Eppure, dietro questa espressione ci sono questioni che riguardano tutti:
la raccolta dei rifiuti, l’organizzazione delle aziende pubbliche, gli investimenti e l’utilizzo
delle risorse dei cittadini.
Il ‘consolidato’ mette insieme i conti del Comune e quelli delle realtà partecipate comprese
nel documento: ASE, Consorzio ASI e Puglia Culture. Permette di leggere la loro
situazione complessiva e dovrebbe aiutare l’amministrazione a individuare i problemi sui
quali intervenire.
I revisori hanno espresso un giudizio positivo sulla procedura di redazione del bilancio
consolidato 2025 (come accade sempre). Nella stessa relazione, però, hanno segnalato
questioni che meritano spiegazioni e un seguito concreto.
La prima riguarda i debiti e i crediti tra il Comune e le partecipate. Sono state
riscontrate differenze tra le rispettive registrazioni contabili e, alla data della relazione del 7
ottobre 2026, non risultavano adottati i provvedimenti necessari per sistemarle.
Per capire il problema basta un esempio: se una partecipata registra una somma da
ricevere dal Comune, occorre verificare che il Comune riconosca il corrispondente debito.
Quando le due registrazioni sono diverse, bisogna ricostruire l’origine della differenza e
stabilire come risolverla.
I revisori chiedono di allineare le posizioni entro la fine del 2026, richiamando anche la
necessità di prevenire debiti fuori bilancio e squilibri. La questione è molto grave, perdura
da tempo e la si potrebbe ritrovare, senza alcuna soluzione, anche il prossimo anno.
La domanda rivolta all’Amministrazione, che non ha trovato risposta durante il
dibattimento, è quindi precisa: quali differenze restano aperte, a quanto ammontano e
quali interventi sono stati adottati dopo quella segnalazione?
L’attenzione dei consiglieri di minoranza – Massimiliano Ritucci (AgiAMO) e Antonio
Tasso (Sipontum) – si è concentrata sull’Azienda Servizi Ecologici S.p.A. (A.S.E.).
Dalla relazione del Collegio Sindacale della partecipata al 100% del Comune di
Manfredonia emerge, intanto, un problema organizzativo. Nel 2025 l’ufficio Contabilità,
Personale e Segreteria ha operato con due persone, rispetto alle quattro precedentemente
in servizio.
A questa riduzione si aggiungeva la posizione vacante di Direttore Generale
(argomento/problema che Ritucci e Tasso segnalano da moltissimo tempo).
Il Collegio riconosce che i lavoratori hanno garantito gli adempimenti e sottolinea la
necessità di rafforzare la struttura, riducendo i rischi legati alla concentrazione delle
mansioni.
Il tema è concreto. In un ufficio che segue contabilità, personale e scadenze
amministrative, la carenza di risorse può rendere più difficile affrontare un’assenza, un
imprevisto o un aumento del lavoro. L’impegno dei dipendenti merita riconoscimento e
deve essere sostenuto da un’organizzazione adeguata.
C’è poi una vicenda che rende particolarmente evidente il legame tra conti e servizi.
La relazione sulla gestione di ASE descrive un impianto di selezione del materiale secco
riciclabile, posizionato all’interno di un capannone – quindi, con impatto visivo e
ambientale pari a zero – realizzato nel 2015 per una spesa di 806 mila euro, come mai
entrato in funzione a causa di problemi autorizzativi.
La questione appare, quantomeno, curiosa, dal momento che nelle immediate vicinanze vi
sono impianti a cielo aperto (come depositi di rifiuti speciali) regolarmente autorizzati. Allo
stato non è dato conoscere tempi e modalità della sua attivazione (sempreché vi sia la
‘volontà’ di farlo).
Questa è una tipica storia che viene da lontano (2015) e si spera che le eventuali
responsabilità vengano accertate nelle sedi competenti.
Ma per quanto riguarda A.S.E. l’impellente data del 31 dicembre 2026 indica la scadenza
del contratto di servizio. È una questione che incide sulla possibilità di programmare il
lavoro, acquistare mezzi e organizzare gli investimenti.
“Sullo sfondo si intravede la nefasta ipotesi di una ‘proroga’: Essa costituirebbe il
fallimento della politica e della capacità amministrativa di un Ente.
Il fatto che durante la discussione in Aula le argomentazioni della maggioranza
abbiano timidamente accennato agli aspetti negativi, senza darne eccessiva
importanza, ci delude. Alle buone intenzioni dichiarate non segue una concreta
determinazione alla risoluzione di un servizio scarso e molto costoso, nonostante,
lo ribadiamo, gli sforzi degli operatori sottoposti a turni molto stressanti” – affermano
Ritucci e Tasso.
E su questi punti si fonda la valutazione politica contraria al provvedimento nella
formulazione esaminata.




