AgiAMO, Massimiliano Ritucci “Vogliamo rappresentanti politici estranei a situazioni imbarazzanti”

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Dopo l’invito di AgiAMO alla pubblicazione del certificato dei carichi pendenti da parte di coloro che a vario titolo rivestiranno un ruolo nell’amministrazione comunale, tanti sono coloro che si sono interrogati sulla differenza di questo certificato con quello del casellario giudiziale e sulle timide adesioni da parte dei gruppi politici. Abbiamo chiesto chiarimenti a Massimiliano Ritucci del gruppo AgiAMO in vista del primo consiglio comunale di martedì 21 dicembre.

“Innanzitutto facciamo chiarezza e sgombriamo il campo dai fraintendimenti. – spiega Ritucci –  Chi si candida è obbligato dalla cosiddetta “legge spazza corrotti” a rendere pubblico il proprio casellario giudiziale che attesta una situazione pregressa. Il certificato dei carichi pendenti fa conoscere, invece, le situazioni in corso e non è obbligatorio”.

Sulle motivazioni che hanno spinto il gruppo politico a proporre questa iniziativa, Ritucci dice: “Nella circostanza particolare e contingente della nostra città, come gruppo politico AgiAMO abbiamo avvertito l’opportunità di dare un segnale di concretezza alla comunità. Perché trasparenza e legalità non sono concetti astratti, ma temi importanti che sono alla base dell’agire politico”.

Come già spiegato in precedenza non ci sarebbe nessun obbligo da parte degli amministratori a pubblicare il loro certificato di carichi pendenti ma Ritucci rimarca l’importanza di tale gesto. “Quando ci si candida a ricoprire un ruolo istituzionale in rappresentanza di altre persone, si accetta di diventare un personaggio pubblico e di dare prova della propria integrità morale e del rispetto della legge e delle regole. Si tratta, appunto, di una questione che attiene l’etica e la morale di ciascuno di noi. Null’altro. – chiosa il referente di AgiAMO senza mezzi termini – La pubblicazione dei carichi pendenti è un gesto di massima trasparenza da parte degli eletti e di chiunque vada a ricoprire un incarico fiduciario. È un messaggio, un segnale, necessario al fine di riavvicinare i cittadini alla politica e farli nuovamente ‘appassionare’ (la percentuale di astensionismo si sta pericolosamente alzando). La ‘res publica’ appartiene alla comunità, dobbiamo tutti poterci fidare gli uni degli altri”.

Ma facciamo il punto della situazione su chi ha già risposto in maniera affermativa all’iniziativa. “Il nostro appello è stato già accolto dai Progressisti Dem, da Progetto Popolare, dalla consigliere Fresca ed è in arrivo l’adesione anche di Molo21 – continua Ritucci. “Il coordinamento delle liste civiche a sostegno di Gianni Rotice, nella persona del signor Luigi Fabiano, ha accolto positivamente la nostra proposta. Siamo fiduciosi che tutti, a partire dai 24 consiglieri, provvederanno a tale pubblicazione”.

Gli anni di commissariamento per infiltrazioni criminali nella macchina amministrativa hanno contribuito ad uno smarrimento e ad una totale sfiducia dei cittadini rispetto alla politica e oggi più che mai, sottolinea Ritucci “crediamo sia opportuno avere una rappresentanza politica che sia completamente estranea a situazioni imbarazzanti per la nostra comunità. Naturalmente, per quanto ci riguarda, non basta non essere mafiosi per definirsi persone oneste e perbene. C’è bisogno di dimostrare in maniera fattiva che a rappresentare i circa 57.000 abitanti non ci siano delinquenti, truffatori, disonesti, evasori, ecc..  “.

Il gruppo politico  afferma che la città di Manfredonia “abbia bisogno di rappresentanti politici ligi alle leggi e alle regole, anche, ad esempio, che non abbiano debiti con la pubblica amministrazione prima di poter decidere la tassazione da applicare al resto dei cittadini e le eventuali azioni di recupero crediti rispetto all’elevata evasione fiscale che ha messo in forte difficoltà le casse comunali”.

Una constatazione di fatto, a cui Agiamo, ripone massima attenzione è che  tra i proclamati ci saranno consiglieri eletti con pochissimi voti che grazie ad una legge elettorale che attribuisce il premio di maggioranza del 60% a chi vince, nonostante una percentuale molto più bassa ottenuta al primo turno. “Essi rappresenteranno l’intera comunità cittadina – conclude Ritucci – ed è proprio ai tanti cittadini che non li hanno votati che dovranno dimostrare di essere degni di ricoprire il ruolo di rappresentanza conferitogli”.

Stefania Troiano