AL VIA LA PETIZIONE POPOLARE a cura del Comitato NOPLASTICADONIA

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Questo il testo integrale della petizione #NOPLASTICADONIA #IOSONOFUTURO promossa dal Comitato #NOPLASTICADONIA

1. Sono stati avviati procedimenti amministrativi per l’insediamento di una piattaforma ecologica per il
recupero e la trasformazione di plastica e di una industria per la lavorazione della bentonite e degli scarti
della lavorazione delle miniere: il primo di livello regionale, il secondo di respiro internazionale, nel
dismesso sito dell’ex Petrolchimico, recensito presso l’anagrafe dei Siti di Interesse Nazionale come SIN
Manfredonia-Monte Sant’Angelo ( di fatto distante solo circa 500 metri in linea d’aria dalle abitazioni
della città di Manfredonia);
2. detti procedimenti sono in corso in totale assenza di coinvolgimento del Comune di Manfredonia, data
la gestione commissariale e la pandemia, nonostante lo stesso sia un sito SIN gravemente inquinato
dall’Ex Enichem, con l’avvelenamento del suolo, delle falde freatiche e del prospiciente mare, per la qual
cosa infatti sono in corso lavori di bonifica che nessuno controlla per consistenza ed efficacia.
CONSIDERATO CHE
1. in assenza di bonifiche significative, le matrici ambientali dei SIN permangono fortemente inquinate da
sostanze chimiche, dovute alla presenza di insediamenti chimici industriali, alcuni in attività, altri chiusi
da tempo;
2. sia dalla Ricerca Partecipata condotta dal CNR Nazionale sia da tutti i rapporti dello studio
epidemiologico nazionale SENTIERI coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, pubblicati dal 2011 fino al
2019 (5°Rapporto), lo stato di salute dei soggetti residenti nel SIN di Manfredonia è risultato alterato o
compromesso, sia analizzando gli indicatori generali di mortalità e morbosità per tutte le cause, sia per
cause specifiche tumorali e non tumorali, a carico degli adulti, ma anche di neonati, bambini e giovani
adulti;
3. i risultati dello studio “Ricerca Partecipata” sulla città di Manfredonia, a cura del CNR, hanno
confermato sostanzialmente le criticità precedentemente emerse, specialmente con riguardo agli
indicatori di mortalità e incidenza di patologie riconducibili anche a esposizioni ambientali;
4. ISPRA ha definito inapplicabile lo status di territorio bonificato;
5. ARPA PUGLIA ha dichiarato che il SIN non è attualmente sotto monitoraggio costante;
lo studio epidemiologico SENTIERI[i] (V° Rapporto relativo agli anni 2011-2019) ha rilevato che 1500
persone ogni anno muoiono prematuramente per il solo fatto di abitare nelle aree SIN (Dichiarazione del presidente internazionale dei Medici per l’Ambiente – ISDE);
6. noi cittadini e cittadine di Manfredonia e della Piana di Macchia e Monte Sant’Angelo intendiamo
affermare il nostro diritto naturale alla salute e alla conservazione della sanità del nostro ambiente,
manifestazioni della vita che riteniamo sacra, diritti riconosciuti dalla nostra Costituzione, preesistenti
anche alla stessa, inalienabili e non obliterabili da interessi economici ed in conformità con il TUA, Testo
Unico Ambientale (che ha recepito la normativa Seveso al suo interno); perciò tanto premesso e
considerato, e ritenendo che ogni impianto di attività produttiva, che possa incidere su tali
diritti, debba essere condizionato al consenso della nostra Comunità, consenso pregiudiziale e
inderogabile e subordinato all’effettiva e comprovata bonifica di tutta l’area Ex Enichem,
CHIEDIAMO
1. alle Istituzioni: Stato, Regione Puglia, Provincia, ASI e Comuni limitrofi di sospendere immediatamente
ogni procedimento autorizzativo in corso, relativo ai ricordati progetti, perché vengano sottoposti
all’assenso condizionante alla loro realizzazione del Comune di Manfredonia, appena quest’ultimo potrà esprimersi a mezzo della propria rappresentanza democraticamente eletta, e/o a mezzo referendum
popolare;
2. che il Consorzio ASI ritiri le modifiche agli articoli 21 e 22 dell’assemblea del 25 agosto 2018
che permettono l’insediamento di alcune tipologie di attività impattanti.
3. di essere preventivamente ed esaustivamente informati sui rischi, come previsto dal TUA, ritenendo i
sottoscriventi che il diritto al segreto industriale cui le imprese proponenti si sono appellate e non si possa
applicare eticamente e moralmente da parte degli Enti pubblici quali Regione Puglia, Consorzio ASI e
Autorità Portuale in quanto trattasi di impianti in ZONA SIN CON DOCUMENTATE ALTERAZIONI DELLO
STATO DI SALUTE E STATO DI INCAPACITA’ E INSUFFICIENZA DA PARTE DI ARPA E ASL AL
MONITORAGGIO AMBIENTALE, BIOLOGICO E MONITORAGGIO SANITARIO.