Assenteismo e Mobbing, Matteo Pio Ciavarella chiede giustizia

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Una storia che ha dell’assurdo quella di Matteo Pio Ciavarella, dipendente del Consorzio di Bonifica della Capitanata di Lesina, che dopo aver denunciato alcuni colleghi per assenteismo, si ritrova a vivere un vero e proprio inferno.

Ciavarella racconta che nella sua vita aveva svolto tanti lavori, tutti precari, pur di mandare avanti dignitosamente la sua famiglia. Nel 2004 poi la svolta, riesce ad entrare presso il Consorzio, un lavoro che gli avrebbe assicurato una sicurezza economica, “che avrebbe dato da mangiare alla mia famiglia”, dice Matteo, ma purtroppo quell’idillio ben presto si trasformerà in sconforto ed emarginazione più totale.

“La mia presenza quotidiana sull’impianto, il mio impegno nelle attività lavorative, infastidiva tutti perché vigeva la regola di non presentarsi al lavoro” afferma amareggiato l’uomo che stanco di dover sopperire alle frequenti e ingiuste assenze dei colleghi, nel 2016 decide di denunciarli alla Guardia di Finanza di San Severo.

“Non ne potevo più. Nell’impianto lavoravo solo io. I miei colleghi firmavano sul registro delle presenze ma poi al lavoro non venivano mai ed ero costretto a svolgere anche i turni degli altri – continua così il racconto il dipendente del Consorzio che varie volte aveva segnalato queste mancanze ai suoi dirigenti, senza sortire alcun risultato. La sua denuncia però ha dei risvolti inquietanti, dapprima viene isolato dai colleghi e dai sindacati, poi licenziato e infine reintegrato al lavoro, ma a Palude Grande, un posto isolato, difficile da raggiungere, senza servizi igienici e dove per lavarsi deve utilizzare l’acqua gialla dei canali. Inoltre sta affrontando anche delle  spese particolarmente ingenti per ricorrere alla giustizia.

Quella stessa giustizia “impantanata” da quasi 5 anni  che dovrebbe tutelare chi, come Matteo, ha il coraggio di denunciare. ”Tutte le denunce per mobbing e tanto altro, sono state archiviate dai giudici, nonostante le registrazioni delle vessazioni subite – dice in conclusione Ciavarella, sconfortato e deluso da una macchina giudiziaria pigra e poco incisiva – La procura per ben due anni ha segregato la notizia.

La prima causa è  iniziata solo il primo ottobre 2021, dove sono stato chiamato come teste, la prossima sarà nel mese di febbraio 2022 dove andranno a testimoniare i finanzieri Panunzio G. e Pulice”.

Per l’anno nuovo Matteo si aspetta che sia fatta un po’ di giustizia, “che  la verità venga fuori e chi ha procurato del male a me e alla mia famiglia abbia la giusta punizione”.

Stefania Troiano