Atto di violenza su dodicenne disabile, i genitori: “Denunciamo per proteggere la nostra piccina”

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Non si conoscono le cause che ha scatenato l’atto di violenza da parte di alcune ragazzine (minorenni), ma il più delle volte non servono nemmeno per far esplodere la loro ira contro soggetti più deboli. La dodicenne aggredita dalle bulle, ha la maglietta strappata e sollevata, graffi sul viso, sulla pancia, lividi sui fianchi e sulla faccia dove ha ricevuto vari pugni. L’eposodio é avvenuto i primi di aprile. Una ragazzina l’aggredisce per prima: la spinge, poi un pugno, infine l’afferra per i capelli. Così la piccola rotola in terra. Immediatamente accorrono altri ragazzini. Si forma un cerchio. Ad arrivare subito è un’altra ragazzina che pare voler dividere le contendenti, ma non è così, inizia anche lei ad accanirsi sul corpo della sua coetanea. Poi una terza ragazzina interviene e, mentre cerca di toglierla dalle grinfie dell’amica, sferra anche lei un paio di schiaffi. Intorno si sentono urla, grida, fino a quando le bulle, vengono trascinate via di peso da altre persone. La 12enne si siede annichilita, mentre da un video si vedono altri minorenni con in mano lo smartphone che riprendono la scena come spettatori di un film, passivi al pestaggio.
Su Instagram partono le dirette, le reazioni degli utenti al video che inizia a macinare condivisioni e like. In una diretta, una delle ragazze che ha picchiato la piccola si vanta, ride: «Guarda le bombe che le ho dato». Intanto la dodicenne è al pronto soccorso, la madre è andata a prenderla al parco e non crede ai suoi occhi. Sua figlia ha delle disabilità che la rendono fragile e chi l’ha pestata con molta probabilità lo sapeva. I medici capiscono subito la gravità e sottopongono la 12enne ad una serie di esami per verificare che non abbia subito traumi che potrebbero causare serie complicazioni data la sua situazione. Per fortuna questa ipotesi è esclusa. Ma ha subito comunque dei danni e viene dimessa con 21 giorni di prognosi, un trauma cranico e altre visite a cui si dovrà sottoporsi per diverso tempo.
La piccola, intanto, si chiude in sé stessa. Scoraggiata per ciò che è successo quasi non parla. I suoi genitori sono sconcertati, mai avrebbero pensato che una vicenda del genere potesse toccare la figlia, poi si rivolgono al Centro Nazionale Contro il Bullismo – Bulli Stop. L’associazione ascolta la storia e decide di affidare il caso all’avvocato Eugenio Pini, penalista esperto in materia e che assiste per il centro le vittime di violenza.
Lunedì alla procura dei minori verrà presentata una dettagliata denuncia per lesioni volontarie e stalking, a cui verrà allegato il video in cui Paola viene picchiata. «Pensiamo che una vicenda di questa gravità debba essere rimessa alla giustizia – spiegano il padre e la madre della 12enne – Perché è questo ciò che vogliamo, proteggere la nostra piccina».