Le immagini della guerriglia urbana scatenata a Torino contro la polizia da un gruppo di dissidenti, in seguito allo sgombero del centro sociale Askatasuna, ubicato per 30 anni in un immobile occupato illegalmente, ha suscitato sdegno e condanna unanime da tutte le forze politiche.
Il video del pestaggio di Alessandro Calisto, 29 anni agente di polizia nel reparto mobile di Padova, rimasto privo di scudo e senza casco, picchiato e ferito con un martello da un manipolo di antagonisti armati, ha fatto il giro del web.
Questi i fatti: sabato 31 gennaio un gruppo di anarchici si stacca dal corteo nazionale, 1500 partecipanti circa, che stava protestando per la riapertura del centro sociale Askatasuna e cerca di sfondare i cordoni delle forze dell’ordine con lancio di pietre, tubi di metallo, martelli e fumogeni, dando fuoco ai cassonetti e anche ad un blindato della polizia.
Le forze dell’ordine rispondono con lacrimogeni e cariche di alleggerimento in uno scontro durato piΓΉ di un’ora, il cui epilogo ha portato al ferimento di oltre 100 agenti fra le varie forze dell’ordine, tra cui il poliziotto del video, che ha riportato contusioni multiple e una grossa ferita da taglio dovuta alla martellata ricevuta.
Come ha detto la Premier Meloni non si Γ¨ trattato di manifestanti, ma di “nemici dello Stato, che hanno usato lo sgombero legittimo di un immobile occupato illegalmente per scatenare una violenza cieca e deliberata”.
Per il Ministro Piantedosi, invece, si Γ¨ trattato di un “pestaggio squadrista da parte di delinquenti che si nascondono dietro i movimenti e il diritto a manifestare”, auspicando norme piΓΉ severe per sconfiggere questi movimenti eversivi.
Anche una troupe di giornalisti Γ¨ stata aggredita e costretta ad allontanarsi per la distruzione della propria attrezzatura da lavoro, dovuta al lancio di sedie, tavolini e carrelli della spesa, che i manifestanti hanno preso delle attivitΓ commerciali limitrofe.
La protesta per la riapertura del centro sociale Askatasuna, termine di lingua basca che significa libertΓ e che prende una parte del nome dall’omonima organizzazione separatista basca, di sociale e di culturale ha ben poco.
L’ Eta, organizzazione separatista nata nel 1959 per l’indipendenza basca, cui questi delinquenti si rifanno Γ¨ infatti da sempre simbolo di lotta politica e riappropriazione del territorio.
Il centro sociale torinese attivo dal 1996 al 18 dicembre 2025, giorno dello sgombero, non Γ¨ nuovo ad episodi di contestazione violenta ed ha potuto in tutti questi anni esercitare la sua attivitΓ grazie ad una sinistra che da sempre ha chiuso un occhio, a volte anche due, di fronte ai centri sociali della propria appartenenza politica, invocando il diritto di associarsi liberamente per motivi “sociali e culturali”.
Ma qui di culturale c’Γ¨ ben poco e questi “squadristi rossi”, come li ha definiti il Ministro Piantedosi, usano il diritto a manifestare, sancito dalla Costituzione per attaccare lo Stato e colpire la parte politica avversaria, attuando una vera e propria lotta armata contro la polizia che cerca di arginarli.
Andare ad un corteo di protesta col volto coperto e armati di martelli, chiavi inglesi, sassi e coltelli ha poco a che fare con il diritto a manifestare e molto con la violenza e la lotta politica contro lo Stato di diritto e a rimetterci ancora una volta sono state le forze dell’ordine che, seppure equipaggiate in assetto di guerra, hanno avuto la peggio contro la marea di manifestanti.
Da un po’ di tempo i centri sociali torinesi lamentano l’impossibilitΓ di qualsiasi forma di associazionismo, volta ad esprimere dissenso e vedono nel Governo Meloni quasi una repressione alle loro idee.
D’altro canto la chiusura dei centri sociali, ubicati in immobili occupati illegalmente, rientra nel piano di riordino del Governo, volto a ristabilire la legalitΓ .
Sono 24 le persone denunciate e 3 i dissidenti arrestati in flagranza di reato. E mentre la sinistra chiede di non strumentarizzare gli scontri di Torino, accusando la destra di reprimere ogni forma di dissenso, ci si auspica lo stesso pugno di ferro usato in passato contro i centri sociali di estrema destra.
Il Governo sta preparando un pacchetto di misure pronte ad entrare nel prossimo Decreto Sicurezza con la massima urgenza, che dovrebbe prevedere il divieto di vendita di coltelli ai minorenni, lo scudo penale per gli agenti, ovvero la mancata iscrizione nel registro degli indagati in caso di legittima difesa e il fermo preventivo di 12 ore per i manifestanti sospetti.
L’ obiettivo del Governo Γ¨ coinvolgere le forze di opposizione per una risposta unitaria agli episodi di violenza di Torino.
