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ATTUALITA'

L’intelligenza artificiale รจ parte integrante della vita della generazione Z, che la utilizza non solo in ambito scolastico, ma anche per consigli medici, psicologici e per consulti sentimentali.
A dirlo รจ lo studio dell’ “Osservatorio Indifesa”, edizione 2026, realizzato da “Terre des Hommes.”

Un giovane su due, al di sotto dei 30 anni, chiede consigli di tipo sentimentale all’intelligenza artificiale e si rivolge ad essa come farebbe con un amico fidato.
Non solo, i ragazzi si rivolgono ad un chatbot anche per problemi di salute o per questioni piรน delicate, legate al disagio psicologico.

Lo studio sull’uso delle tecnologie digitali ha raccolto le opinioni di oltre 2000 giovani italiani under 26, sul rapporto con l’intelligenza artificiale, ma anche sui temi della violenza e del bullismo in rete.
In particolare, il 24% dei partecipanti ha dichiarato di aver chiesto consiglio all’IA per un problema sentimentale, il 22% per uno di salute e il 21% per un vero e proprio supporto psicologico.

Dallo studio รจ emerso anche che il 66% dei giovani รจ pienamente consapevole dei pericoli che corre sul web, tra cui cyberbullismo, molestie e revenge porn e almeno uno su due ha giร  sperimentato una di queste forme di violenza.
L’80% delle ragazze riferisce di aver subito in rete molestie e stalking da parte di sconosciuti, mentre per il 45% dei ragazzi i rischi maggiori sono connessi al cyberbullismo, che si manifesta con insulti, minacce e intimidazioni, perpetrate attraverso strumenti digitali come social, chat e siti web.

Gli esperti lanciano l’allarme sull’uso improprio dell’IA, entrata ormai a pieno titolo nel vivere quotidiano della generazione Z.
Se da un lato semplifica la vita e offre soluzioni immediate ai vari quesiti che le si pongono, dall’altra inibisce il pensiero critico, la capacitร  di ragionamento e la stessa creativitร .

Accorciando a qualche secondo il tempo che trascorre tra la formulazione di una domanda e la risposta immediata che ne consegue, impedisce qualsiasi sforzo mentale, abitua il cervello alla pigrizia ed accorcia il tempo di attesa e di elaborazione delle informazioni.

Il rischio per i nativi digitali รจ quello di sostituire i rapporti umani reali, basati sul contatto visivo, sull’ascolto e sull’empatia con dei chatbot, il che porterebbe ad alienazione dalla vita reale, solitudine ed emarginazione.

Purtroppo l’ IA รจ un’ insidiosa realtร , entrata a gamba tesa nelle nostre vite e a cui non siamo stati preventivamente preparati. Rappresenta il presente e, ahimรจ, sarร  anche il futuro dei nostri figli.
Occorre dunque una regolamentazione sull’uso consapevole di questo pericoloso strumento, in base alle fasce di etร  che ne usufruiscono.

Il rischio รจ di ritrovarsi tra qualche anno figli come robot, totalmente privi di logica e di ragionamento, avulsi dalla realtร , scevri di empatia e incapaci di comunicare con i propri simili e che hanno per migliore amico un chatbot dal simpatico nomignolo.

In fondo, confrontarci con un algoritmo o con un assistente virtuale, che รจ sempre disponibile, gentile, che risponde a tutte le ore e che appaga nell’immediato il nostro innato bisogno di essere ascoltati, รจ decisamente piรน rassicurante che sentirsi giudicati da un amico sfuggente, che non ha mai tempo da dedicarci!