Bambino positivo escluso dalla Dad. Pericolo di contagio tramite rete?

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Un bambino savonese risultato positivo al tampone per il coronavirus si è visto escludere dalle lezioni in Dad del proprio istituto scolastico. In pratica in Liguria il Covid si trasmette anche seguendo la Dad da casa, attraverso la rete internet…

Secondo quanto riportato da il Secolo XIX, l’intera famiglia si trova, positiva ma asintomatica e in isolamento. Una situazione comune a molte famiglie che potrebbero comunque evitare di far perdere lezioni ai loro figli, grazie alla didattica a distanza. E invece no. Il bambino più grande, che va alle elementari e non ha alcun sintomo, non potrà usufruire della Dad. Lo vieta il Piano della Didattica Digitale integrata, pubblicato sul sito del Comprensivo, che prevede l’esclusione dalle lezioni online di chi sia ufficialmente positivo al Sars-CoV-2. Viene da pensare dunque che il virus, è capace di passare attraverso gli schermi o viaggiare attraverso Zoom.

Al contrario, la bimba più piccola della famiglia, che frequenta un altro Comprensivo, può regolarmente seguire le lezioni in Dad: il regolamento interno lo contempla. Inutili le proteste de genitori: la legge non si può cambiare. Il bambino, quindi, resterà indietro con il programma pur essendo assolutamente in grado di seguire la Dad.

I genitori però non ci stanno e contattano l’associazione Ius Civis di Savona, a difesa dei cittadini e dei consumatori. «Per quanto possa apparire insensato, non è l’unico caso in Italia – spiega Claudia Campagnoli, legale dell’associazione –. Il regolamento del Comprensivo in questione specifica che possano partecipare alle lezioni in Dad solo gli studenti in isolamento fiduciario. No, invece, a quelli ammalati. Una disparità, a nostro giudizio, inaccettabile e incomprensibile trattandosi di lezioni seguite da casa, al computer, senza alcun rischio di contagio. Per questo abbiamo inviato una lettera al dirigente scolastico e ai dirigenti provinciale e regionale per richiedere che lo studente possa accedere alle lezioni a distanza».

Il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Alessandro Clavarino, difende la paradossale ingiustizia della Dad negata a un bambino asintomatico aggrappandosi alla «formalità». «Dal punto di vista formale, chi è in malattia non ha diritto di accedere alla lezione. Essendo la didattica a distanza equiparata in tutto e per tutto alla didattica tradizionale, va applicata la regola ed è giusto che il bambino non partecipi alla lezione. Nella sostanza, certo è lecito andare oltre. Non si può, tuttavia, imporre al dirigente che deve agire come reputa sia più corretto. Rifletterò sul caso appena riceverò la lettera e valuterò il da farsi».