Casa Sollievo della Sofferenza: nella Giornata Mondiale per la donazione del latte umano, ogni donazione racconta una storia

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Il 19 maggio in tutto il mondo si celebra la Giornata per la Donazione di Latte Umano. Una data scelta per sensibilizzare le neo mamme all’importanza di un gesto che aiuta tanti neonati prematuri. Il latte materno infatti è l’alimento ideale per i neonati, soprattutto per i più fragili, poiché fornisce sostanze nutritive indispensabili al bambino.

Every donation tells a story” (ogni donazione racconta una storia) è l’iniziativa ideata dall’Associazione Europea delle Banche del Latte in occasione della “Giornata mondiale del Latte Umano donato 2021”.  Iniziativa nata affinché le donatrici di latte di tutto il mondo possano sentirsi apprezzate e celebrate. «Quest’anno – racconta la neonatologa Pasqua Quitadamo, responsabile della Banca del Latte Umano Donato (BLUD) in Casa Sollievo della Sofferenza – a questa iniziativa abbiamo aderito anche noi con la storia di Sara e Sofia».

Sara è una giovane donna di San Giovanni Rotondo che nel 2018 ha dato alla luce Sofia. Nei suoi primi mesi di vita la piccola ha avuto bisogno di assistenza, prima degli esperti della Terapia Intensiva Neonatale (TIN) dell’Ospedale di San Pio e poi di quella degli specialisti dell’Ospedale Bambin Gesù, dove tuttora è accolta.

«Sara è una mamma con la M maiuscola – continua la neonatologa – una donna con un animo e una potenza umana speciale, perché fatta di una forza, una capacità di profondere grandezza e positività a chiunque sfiori lei e il suo immenso amore per la piccola Sofia, una fantastica bimba della bella famiglia della TIN, che empaticamente trasmette a noi tutti delle sensazioni di una rara intensità con i suoi occhi, il suo sorriso e la sua gioia».

La sua grande dedizione, Sara l’ha estesa anche agli altri bambini attraverso la donazione del suo latte. Un gesto semplice quanto naturale quello della donazione, che ha portato la giovane mamma ad un importante riconoscimento: Sara è stata infatti premiata dal Bambin Gesù perché risultata seconda nella “Top 5 Donatrici 2019” avendo donato ben 46 litri di latte all’Ospedale pediatrico.

Una quantità altrettanto significativa l’ha donata anche alla BLUD di Casa Sollievo “Allattiamolavita, nel periodo in cui la sua piccola è stata ospitata nella TIN, per questo, in occasione della Giornata Mondiale della donazione 2021, le è stato conferito un attestato di merito per la sua grande generosità, a lei e alla sua bambina inoltre sarà dedicato il prossimo articolo scientifico legato agli studi della Banca del Latte.

«Noi la definiamo amorevolmente “la donna dei record” – conclude la Quitadamo –  e attualmente è nella TOP 10 italiana. È un esempio di donna e di madre capace di donare sé stessa nel più vero e profondo senso di tali parole».

Le banche del latte donato

Esistono nel mondo 750 banche del latte umano presenti in 66 Paesi. Si stima che ogni anno più di 800.000 lattanti ricevano latte umano donato, il che suggerisce che ogni anno vengono raccolti oltre 1 milione di litri di latte che garantiscono un’alimentazione ottimale dei neonati e un’importante promozione dell’allattamento al seno.

La Società Italiana di Neonatologi (SIN) e l’Associazione Italiana Banche del latte umano donato (AIBLUD) hanno dichiarato che purtroppo questo periodo di pandemia è stato segnato da una diminuzione delle donazioni: a Milano si è registrato un calo del 47%, a Torino del 23% a Roma dell’8%. In controtendenza è la Banca di Casa Sollievo della Sofferenza che ha segnato un incremento del 3%.

«La banca del latte di San Giovanni Rotondo è il fiore all’occhiello della Terapia Intensiva Neonatale – dichiara il primario Antonio Villani – e anche nel periodo di pandemia ha dato evidenza del lavoro che compie con impegno quotidiano da più di 10 anni, distinguendosi dal contesto italiano e internazionale, per aver mantenuto e anche addirittura migliorato i suoi standard. Un ringraziamento grande va alle mamme e tutti quelli che permettono lo svolgimento di questa attività».

Il racconto di Sara

Il 3 dicembre 2018 in ospedale mi dissero “Signora dobbiamo far nascere la bambina, deve fare un cesareo d’urgenza”. Ero appena a 28 settimane, ma il liquido amniotico era pochissimo. Poche ore dopo, mi sono sentita strappare mia figlia da me.

Le mamme vicine mi dicevano di non preoccuparmi perché sarebbe cresciuta in fretta, invece a pochi giorni dalla nascita il primario ci comunica la diagnosi: Sofia è affetta da rene policistico bilaterale. Era necessario toglierle il rene e fare dialisi peritoneale.

Ero distrutta e impaurita, ma determinata. Stavamo incorrendo un percorso duro, ma non potevamo mollare. Ho iniziato fin da subito a tirare il latte per farlo portare dal papà alla mia piccola di appena un chilo, in cura nel reparto di Terapia Intensiva in Casa Sollievo.

Grazie all’aiuto di Chiara, una cara amica ostetrica, il latte aumentava di giorno in giorno. In quei giorni non potevo fare nulla per lei, se non aiutarla a crescere con il latte materno.  Una mattina fui contattata dalla banca del latte “Allattiamolavita”: “signora abbiamo i freezer pieni del suo latte, cosa ne pensa della donazione?” e con il “sì” di quella mattina sono entrata nel fantastico mondo della donazione, un mondo che non conoscevo affatto. 

Donare il proprio latte è un gesto semplice e naturale, che ogni mamma può fare; non ha costi, ma permette di aiutare innumerevoli bambini ed essere solidali nei confronti di tante mamme che, proprio come me, hanno il proprio figlio in TIN e che afflitte dal dolore e dalla paura spesso rinunciano al tiraggio del latte.

Per circa un mese e mezzo ho donato il latte per il mio ospedale, ma poi le cure per Sofia, data la gravità, dovevano proseguire a Roma presso il Bambin Gesù. Lì non ho esitato a contattare subito la banca del latte locale e sono riuscita a donarne circa 46 litri.

La vita mi ha tolto quella la mia “normalità”, che in qualche modo in quei periodi volevo riprendermi. La forte determinazione che avevo era spinta dentro di me da un altro forte desiderio: poter allattare Sofia al seno! Probabilmente è stato un desiderio simbiotico il nostro, perché al primo tentativo, dopo ben 6 mesi dalla sua nascita, Sofia mi ha fatto questo regalo meraviglioso facendomi sentire “mamma”.

È solo quando la vita ti priva della sua semplicità, che ti accorgi di quanto è bello aiutare gli altri con poco, anche quando la vita ti mette a dura prova. E se ci sono riuscita in una situazione difficilissima, ogni mamma, ogni donna può stendere la mano al prossimo, a chi non ce la fa e far sentire il nostro supporto.  Grazie per avermi fatto conoscere il mondo più bello “la donazione”