Civilis-Endas, SIPONTO: TRATTO DI FOGNA MINACCIAVA INQUINAMENTO SORGIVE DI SIPONTO

0
309

Sostituita per settecento metri la tubazione della condotta fognaria di Siponto a ridosso di canali di acque sorgive. In particolare il tratto che corre su Viale degli eucalipti, all’altezza della vicina basilica di Siponto, parallelo al canale delle acque alte o delle brecce nel quale si convogliano le canalizzazioni delle sorgive storiche di Siponto per immettersi poi sul mare prospiciente la spiaggia. La sostituzione è stata necessaria in quanto la vecchia condotta era diventata fatiscente con numerose perdite fognarie che si immettevano nei corsi d’acqua sorgiva. Una situazione di grave inquinamento che non è sfuggita all’attenzione degli ispettori ambientali territoriali Civilis-Endas il cui comandante Giuseppe Marasco si è attivato a segnalare alla AQP la critica situazione dai pericolosi risvolti ambientali.L’ACQUEDOTTO pugliese ha predisposto l’esecuzione delle necessarie opere affidate all’impresa “Spagnuolo ecologia”. <Va dato atto all’AQP – ha rilevato Marasco – di aver prestato la dovuta attenzione ai problemi fognari del territorio di Manfredonia lasciati da decenni alla loro mercé. Questo intervento di Siponto si inserisce nei numerosi interventi effettuati o in corso a Manfredonia. Ha sanato una situazione che ha minacciato di compromettere l’equilibrio ambientale del delicato sistema ecologico della zona caratterizzato da un reticolo di canali alimentati da sorgenti sparse sul territorio che hanno dissetato le popolazioni dell’antica Siponto e che meriterebbero una più appropriata attenzione>.IL RIFERIMENTO di Marasco è al bacino di raccolta di acque sorgive alquanto numerose nell’area di Siponto e Manfredonia. Un richiamo opportuno. Uno studio della Regione Puglia ne ha censite undici di sorgenti ma realisticamente ne sono molto di più. Vanno da quella famosa di Acqua di Cristo alla periferia nord di Manfredonia, fino a quella della località Mascherone oltre Siponto: nel mezzo una serie di scaturigini che corrono verso il mare del golfo sipontino. Sorgive dalla notevole portata che supera anche i cento litri al secondo. Una ricchezza di quell’elemento indispensabile per la vita dell’uomo, che gli antenati sipontini hanno saputo apprezzare e organizzare. Una delle ragioni che hanno reso la piana sipontina appetita da popoli che vi hanno impiantato le rispettive civiltà.AL TEMPO della colonia romana venne realizzata – relazionano Gabriella Greco e Anna Misiani nel poderoso volume “Siponto antica” a cura di Marina Mazzei – una importante opera idraulica consistente in un bacino di raccolta di acque sorgive da cui si dipartivano varie canalizzazioni. Ancora visibile è una vasca rettangolare che conserva le pareti e la copertura a volta: 11,15 metri di lunghezza, per 6,3 di larghezza e alta 2,40 metri. Il monumento è stato individuato solo nel 1955 <ma è rimasto inedito>, cioè abbandonato.Anche questo pezzo della memoria archeologica di Siponto colpevolmente finito nel dimenticatoio e nell’incuria: fa parte di quel prezioso patrimonio interrato archeologico di Siponto in attesa di essere considerato e riportato alla luce prima che scompaia completamente.

Michele Apollonio