Esclusiva Rete Smash. Dall’ Assistenza Domiciliare alle criticità dell’ospedale di Manfredonia. Intervista alla direzione generale ASL Fg

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A seguito di numerose segnalazioni, pervenute alla nostra redazione, di richiesta d’informazioni sull’Assistenza Domiciliare Integrata e su diverse criticità attualmente presenti presso il nostro nosocomio, abbiamo contattato la Direzione Generale dell’Asl di Foggia per avere dei chiarimenti in merito. Ringraziamo per la disponibilità la dott.ssa Anna Russo dell’Ufficio Stampa e i dirigenti per averci fornito delle informazioni utili da poter condividere con i nostri lettori.

Approfondimento sull’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI): Che cos’è, a chi è rivolta, come attivarla e quali sono le figure professionali presenti nell’offerta delle prestazioni:

● Le Cure Domiciliari si suddividono in tre tipologie:

– Assistenza domiciliare di tipo prestazionale;

Assistenza domiciliare di primo livello, secondo e terzo livello;

Cure palliative per pazienti oncologici e terminali.

Le Cure Domiciliari sono rivolte: ad anziani con malattie croniche e/o multimorbilità invalidanti; adulti e minori disabili psichici e fisici in condizioni di complessità assistenziale; persone affette da malattie cronico-degenerative progressivamente invalidanti; Malati terminali (oncologici e non); persone con patologie temporaneamente invalidanti.

● L’assistenza domiciliare è cosí strutturata:

– il primo livello si articola su 5 giorni su 7 (dal lunedì al venerdì) con interventi programmati per una frequenza di due accessi settimanali.

– il secondo livello si articola su 6 giorni su 7 (dal lunedì al sabato) con una frequenza da n.3 a n. 6 accessi settimanali

– il terzo livello si articola su 7 giorni su 7, con una frequenza di > o uguale a 6 accessi settimanali.

– le Cure palliative per malati terminali oncologici sono articolate 7 giorni su 7.

L’accesso all’assistenza domiciliare e cure palliative avviene dopo presentazione della richiesta da parte della persona interessata o dal suo tutore, curatore o amministratore di sostegno ove esistenti, al Servizio Distrettuale Cure Domiciliari.

La richiesta di accesso all’assistenza domiciliare e cure palliative deve essere corredata dalla proposta del MMG e dal PLS, o del Medico Ospedaliero in caso di dimissione protetta che compila la relativa scheda SVAMA nel Sistema Informatico regionale EDOTTO.

Il MMG o il PLS può essere anche il soggetto proponente l’assistenza domiciliare ed è necessaria l’adesione del paziente.

Le prestazioni e gli accessi vengono definiti nel Piano Assistenziale Individualizzato (PAI) che viene redatto dall’Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM). 

Il Medico di Medicina Generale e il Pediatra di Libera Scelta hanno la responsabilità clinica del processo di cura e assicurano gli accessi.

L’assistenza domiciliare di 1°, 2° e 3° livello è stata garantita dal 01-01-2020 al 02 agosto 2020 dai collaboratori professionali sanitari infermieri, dipendenti della ASL FG.

A seguito della stipula del contratto d’appalto tra la ASL FG e l’ATI, a far data dal 03-08-2020 l’assistenza di secondo e terzo livello è stata garantita dall’ATI (Cooperativa Operatori Sanitari Associati e Cooperativa Sanità Più). A far data dal 13-12-2020, a causa della temporanea sospensione da parte dell’ATI del servizio di assistenza domiciliare, i pazienti di 2° e 3° livello sono stati presi di nuovo in carico dagli infermieri del Distretto. 

Dal 28.04.2021 è di nuovo attivo il servizio di assistenza domiciliare di 2° e 3° livello da parte dell’ATI che assicura, al momento, prestazioni con personale infermieristico. A breve si aggiungerà anche la presenza di fisioterapisti e Operatori sociosanitari (per aiuto infermieristico per la persona).

L’assistenza domiciliare di 1° livello continuerà ad essere assicurata dal personale dipendente ASL. Le cure palliative per i pazienti oncologici e terminali sono erogate dalla Fondazione ANT (convenzionata con la ASL).

Approfondimento sull’attività dell’USCA:

La ASL ha arruolato in questi mesi tutti gli infermieri che hanno risposto ai vari avvisi e che, quindi, si sono dimostrati disponibili ad accettare l’incarico presso i servizi aziendali. Il loro numero è però inferiore al fabbisogno, a fronte, invece, di un numero cospicuo di medici impegnati nelle U.S.C.A. Si è deciso, pertanto, di assegnare gli infermieri nelle altre attività legate all’emergenza COVID: campagna vaccinale e esecuzione dei tamponi. 

Approfondimenti sulle attuali criticità dell’ospedale “San Camillo de Lellis” Manfredonia

1. Centro Trasfusionale in difficoltà per il pensionamento del dott. Granatiero e rischio di vanificare tutti i sacrifici fatti fino ad ora dal dottore e dal suo staff per rendere il centro fiore all’occhiello della sanità pugliese e non solo.

A seguito del pensionamento del dott. Granatiero, a cui va il ringraziamento della ASL per il grande impegno profuso durante gli anni di servizio, la Direzione ha avviato le procedure per l’assunzione di nuovo personale.

2. Centro Dialisi sospeso un turno pomeridiano per mancanza di personale.

Il servizio di Dialisi dell’Ospedale di Manfredonia, da circa un anno, ha riorganizzato le attività ed adattato gli orari di servizio al numero dei pazienti in cura. Non si è trattato, pertanto, di una riduzione, ma di una ottimizzazione delle risorse. Il servizio, pertanto, continua a garantire ai pazienti l’assistenza necessaria.

3. Sala Operatoria, grave criticità per l’assenza dell’anestesista.

In servizio a Manfredonia, al momento, ci sono due anestesisti. Purtroppo la carenza di specialisti, in particolar modo in questa disciplina, è una criticità che affligge l’intero sistema sanitario nazionale da prima che sopravvenisse la pandemia. Al momento, sono in corso le procedure concorsuali per l’assunzione di 10 anestesisti da assegnare alle strutture sanitarie aziendali.

4. Reparto senologia, tempi di attesa lunghissimi per prestazioni sanitarie, addirittura per una mammografia non si hanno date disponibili.

A Manfredonia, come in tutti i servizi di Senologia della ASL, si effettuano gli screening mammografici così come previsti dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). L’accesso avviene su chiamata da parte della ASL: le donne nelle fasce d’età raccomandate (50-69 anni) sono invitate, in una data e ad un orario precisi, a sottoporsi a screening mammografico. Inoltre, come previsto dalle disposizioni ministeriali legate all’Emergenza COVID 19, vengono assicurate le urgenze in tempi brevissimi, previa prescrizione del medico di medicina generale con l’indicazione del carattere di “urgenza”. I controlli di routine rientrano, invece, tra le attività programmate che hanno subìto, a causa dell’emergenza COVID, lunghe fasi di sospensione a partire da marzo 2020. La ASL, pertanto, sta procedendo al recupero di quelle prestazioni che non è stato possibile erogare nei mesi passati.