Furti in ospedale a pazienti Covid: violati dal virus e da mani luride

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Dai cellulari, alle fedi nuziali tanti sono i parenti dei pazienti morti per Covid che denunciano di non aver ricevuto gli oggetti in questione che, quindi, si sospetta possano essere stati rubati.

Venere Rotelli, di Massafra, denuncia il furto del telefonino al padre Francesco, pastore evangelico, che si è spento in pochi giorni al Moscati di Taranto. “Mi hanno detto che lo hanno buttato, una spiegazione inaccettabile e non vera perché risulta che la scheda all’interno è stata rimossa. In quel cellulare ci sono le sue foto, i suoi messaggi, i suoi pensieri, le sue annotazioni: lo rivogliamo”, insiste Rotelli, che non si capacita della risposta ricevuta dagli addetti alla sicurezza e al pronto soccorso del Moscati, mentre conferma di aver predisposto la denuncia ai carabinieri.

Non sarebbe il primo caso di telefono o altri oggetti preziosi sottratti ai degenti negli ospedali in questo periodo. Altre famiglie hanno raccontato episodi simili. 

A Milano nella pediatria dell’Istituto Nazionale dei Tumori è stata arrestata una donna per tentato furto aggravato per aver sottratto un telefonino dalla borsa di una piccola paziente.

Altro episodio è stato segnalato a Marsala dove ad un paziente deceduto per Covid sarebbero stati rubati dei gioielli che aveva con sé. Lo hanno denunciato i familiari ai carabinieri. «A noi familiari – dice il figlio dell’uomo – sono stati consegnati gli effetti personali di mio padre, ma non la fede e una collana d’oro con il crocifisso che indossava. Questi due gioielli non c’erano. L’ho fatto presente, sono stati cercati, ma non hanno trovato nulla. A quel punto ho sporto denuncia ai carabinieri. Non è per il valore economico di questi gioielli, che è anche irrisorio, ma per quello affettivo». 

Un caso degli ultimi giorni, è quello di un uomo di 80 anni originario di Ovindoli, morto a causa del Covid 19 che è stato derubato dei soldi che aveva nel portafoglio durante la sua degenza in ospedale a L’Aquila. Mio padre – racconta il figlio – è stato violato 2 volte: dal virus che me lo ha portato via così velocemente e dal furto compiuto dalle mani luride di qualcuno che ha rubato i pochi soldi che aveva con sé mentre lottava per la vita!”.
“In famiglia siamo disperati, la morte di papà ci ha lasciati senza parole e questo furto, seppur non significativo nel suo valore materiale, ci ha fatto capire quanto possa fare schifo l’animo umano. Di questi tempi in ospedale non può entrare nessuno, anche noi abbiamo dovuto lasciare papà al pronto soccorso… Chi può essere stato?”.

Atti deplorevoli commessi tra le mura ospedaliere, dove il dolore e la sofferenza devono fare spesso i conti con delinquenti vili e senza vergogna.