#IOSONOTARANTINO – Roma 12 e 13 maggio presidio per le sorti dei tarantini presso la sede del Consiglio di Stato

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Dal sito “Iosonotarantino” l’articolo che chiarisce i contorni dello sciopero ad oltranza indetto da USB che inizierà il 14 aprile.

“Sciopero ad oltranza alla ex Ilva di Taranto che inizierà alle 7 del mattino del 14 aprile con un presidio degli operai dinanzi ai cancelli della direzione dello stabilimento dell’ex Ilva – ora ArcelorMittal. Sciopero quello indetto da USB che andrebbe sostenuto con uno sciopero generale in tutta Italia per la gravità di quanto è accaduto a Taranto.

Gli operai del polo siderurgico incrociano giustamente le braccia in  protesta contro il licenziamento ai danni di un dipendente (Riccardo Cristello, tarantino di 45 anni padre di due figli, tecnico di magazzino da 21 anni presso l’acciaieria) reo semplicemente di aver espresso liberamente la propria opinione circa i veleni emessi dalla acciaieria, senza poi cedere al ricatto del provvedimento di sospensione disciplinare.

Un altro collega, coinvolto allo stesso modo in questa brutta storia di diritti negati, aveva chiesto pubblicamente scusa  evitando così di perdere il posto di lavoro. Il ricatto quindi continua ad essere l’arma con cui vengono tenuti in ostaggio gli abitanti ed i lavoratori pugliesi che da 50 anni vedono calpestati i propri diritti fondamentali oltre a subire costantemente la falsa promessa di uno sviluppo economico mai realmente attuato (a Taranto la percentuale di disoccupati supera l’8%!)

La mobilitazione dei lavoratori tarantini andrebbe indetta e sostenuta in tutto il Paese con comunicato unitario di tutte le sigle sindacali nazionali perché il diritto costituzionale di libera  espressione del pensiero va difeso da tutti gli italiani. Insieme al diritto al lavoro ed a quello di espressione, però, i sindacati italiani dovrebbero difendere il diritto a lavorare in un ambiente sicuro e salubre. Cosa che l’omai fatiscente polo siderurgico pugliese non può in alcun modo assicurare ai propri dipendenti. Di conseguenza proprio i sindacati nazionali dovrebbero lottare per difendere il diritto FONDAMENTALE alla salute degli abitanti di Taranto, avvelenati da decenni dall’inquinamento prodotto dalla fabbrica. Avvelenamento provato scientificamente con eminenti studi commissionati dallo Stato Italiano (da studio S.E.N.T.I.E.R.I. in poi).

Quello stesso Stato che non si è ancora assunto la doverosa responsabilità di difendere la vita di tutti i suoi abitanti, il 13 maggio riunirà a Roma il Consiglio di Stato per deliberare sulle sorti dell’ex Ilva ArcelorMittal con la quale ha precedentemente stretto accordi economici mediante InvItalia (che costano a tutti noi centinaia di milioni di euro all’anno) invece di spendere molto meno per chiudere semplicemente l’area di produzione a caldo alimentata a carbonfossile e bonificare l’ambiente di una cittadina che quotidianamente viene flagellata da patologie oncologiche e  cardio polmonari. 

l’Italia SI DESTI finalmente, si ribelli alle logiche del profitto aliene ai principi fondanti della nostra Costituzione, pietra miliare di una democrazia sempre più in pericolo! 

Nei giorni del 12 e 13 maggio p.v. a Roma si terrà un presidio presso la sede del CdS organizzato dai cittadini di Taranto, dai loro sostenitori (tra cui il Gruppo Melitea e la redazione del giornale online unoetre.it) insieme a Simona Izzo, Richy Tognazzi e Sabrina Ferilli, rispettivamente registi ed interprete principale della miniserie TV della discordia “svegliati amore mio”. Con loro anche il resto del cast, schierato in solidarietà coi cittadini di Taranto. 

In quell’occasione dovremmo partecipare tutti in massa. Perché se si ammala di cancro il figlio di un abitante di Taranto, si ammala il figlio di ognuno di noi! Taranto deve essere la città di tutta la popolazione italiana, tanto quanto i diritti alla salute, alla libertà di espressione e al lavoro sono di tutti noi!”