Italia prossima ad un nuovo lockdown?48 ore per decidere la nuova stretta nazionale

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Il Governo deciderà nei prossimi due giorni una nuova stretta nazionale che potrebbe essere una grande zona arancione, con i negozi aperti e i ristoranti chiusi, con il coprifuoco anticipato alle 18 o alle 20 e lo stop agli spostamenti già dal 19 dicembre.

Conte fa trapelare le intenzioni del Govero a rafforzare le misure restrittive, in modo da scongiurare una terza ondata. Si lavora quindi su tre scenari: l’Italia in zona rossa con un lockdown di fatto da Natale a Capodanno (o addirittura fino all’Epifania): chiusure di tutti gli esercizi tranne quelli essenziali, riduzione ulteriore della possibilità di circolazione, coprifuoco anticipato; l’Italia in zona arancione con un lockdown soft che prevede negozi aperti ma bar e ristoranti chiusi; una zona arancione rinforzata con chiusura dei negozi, dei bar e dei ristoranti nei festivi e nei prefestivi e regole meno rigide negli altri giorni. In un documento presentato al governo per giustificare la necessità di una nuova stretta il Comitato Tecnico Scientifico sollecita norme più rigide per fermare gli assembramenti con le regole delle zone rosse nelle date del 24-27 dicembre, 31 dicembre-3 gennaio, 5-6 gennaio. Il compromesso che potrebbe raggiungere l’esecutivo è quello di prevedere una zona arancione nazionale dal 20 dicembre al 6 gennaio e una zona rossa nei festivi e nei prefestivi.

La zona rossa nazionale nei festivi e prefestivi vede come oppositore anche il Premier. Conte infatti teme proteste sociali e la difficoltà economica per sancire nuovi ristori.

Il bollettino della Protezione Civile non è proprio rassicurante, perché se da un lato i contagi sono in calo dall’altro il numero dei tamponi processati è il più basso dal 19 ottobre scorso e la curva delle terapie intensive scende molto lentamente. E anche il numero dei morti non è molto confortante.

Molto severo con gli assembramenti degli ultimi giorni, Luca Zaia, presidente del Veneto, alle prese con un’impennata dei contagi. “Ho visto uno spettacolo immondo – dice –. È un mondo vomitevole, una cultura strisciante e non imperante secondo la quale questo è il virus dei vecchi e che se la vedano loro”.