M5S Manfredonia: Zero benefici per impianto in zona Enichem

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Premesso che non condividiamo l’allarmismo provocatorio che gira sui social in vista della campagna
elettorale, crediamo che decisioni come quella sull’impianto di trattamento della plastica dovrebbero
essere interessate da processi di partecipazione democratica e diretta. Per questo motivo, più volte ci
siamo anche appellati all’istituto regionale dell’APPEA, il quale, permettendo un ampio processo di
coinvolgimento, istituzionale e non, in tutte le fasi, dal decisionale al gestionale, di una politica pubblica,
avrebbe permesso di avere una visione collegiale e sistemica sull’area.
Come ampiamente comunicato in passato, non accettiamo che l’ente di un comune limitrofo possa fare e
disfare in casa nostra senza consultarci. I confini amministrativi sono ben altra cosa rispetto alla realtà di
una vicinanza “subita” per troppo tempo.
Riteniamo che il nostro territorio meriti uno sviluppo identitario e sostenibile, con soluzioni che siano
sinergiche con le attività produttive preesistenti e compatibili con i fattori competitivi della nostra terra
come pesca, agricoltura, cantieristica navale e tutto ciò che riguarderà la transizione ecologica che vedrà
Manfredonia e la Puglia come leader indiscusse.
Tornando al tema, presso il centro di trattamento (che vede il comune di Monte beneficiario di un
finanziamento dalle casse regionali di circa 11 milioni) confluirebbe la plastica di tutta l’ARO, di cui
Manfredonia è capofila. Fermo restando che studieremo il progetto per esprimerci sull’impatto
ambientale -una delle nostre ferme battaglie- sentiamo il dovere di argomentare perlomeno l’aspetto
economico, alquanto deludente. Difatti, si prospetterebbe un caso paradossale che vedrebbe Manfredonia
privarsi di flussi finanziari importanti (a seguito del pagamento per il servizio) ed assoggettarsi ad
eventuali rischi per la salute dei suoi concittadini (anche solo per un semplice incendio). Di contro, il
comune di Monte beneficerebbe di un rilevante ritorno economico (dalla presenza produttiva e dalla
conseguente imposizione fiscale) con un rischio ambientale tendente allo zero (considerato la prossimità
dell’impianto, alle porte di Manfredonia ed a 20 km dal centro abitato di Monte).
Dunque, non solo il porto industriale potrebbe diventare un terminal di rifiuti, ipotesi totalmente in
contrasto con il nostro indirizzo politico per l’area che vi spiegheremo nei prossimi comunicati, ma ci
troveremmo anche in una situazione di totale svantaggio economico.
Per questo motivo ci riserveremo il diritto, non appena arrivati a palazzo San Domenico, di rivedere gli atti,
e di avviare un processo di revisione delle scelte, per quanto di nostra competenza, affinché la città di
Manfredonia possa essere tutelata dal punto di vista ambientale ed economico.
Continueremo a lavorare insieme agli attivisti M5S Monte Sant’Angelo ed ai nostri alleati, Manfredonia che
Funziona e Società Sviluppo Solidarietà, con l’obiettivo di tutelare la salute dei cittadini e contemporaneamente gli interessi economici del territorio purché compatibili con l’ambiente e strategici per il nostro sviluppo.
Al contrario di quanto molti credono, purtroppo, non si può campare di solo turismo, ma possiamo creare
opportunità economiche in linea con i cambiamenti che il nostro pianeta ci impone.