Manfredonia, va in pensione l’ultimo guardiano del faro.

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Ottavio Greco
Manfredonia vista dal faro

Qui, dal mio balcone, ammiro ogni sera la luce del faro che gira e illumina il mare.
É un qualcosa che dà calore, sollievo e indicazione. Un qualcosa in grado di guidare la rotta e lo spirito verso quel porto da sempre metafora di un approdo di quiete e speranza. Accendere la luce di quel faro è un mestiere d’orgoglio e sapere che quella luce non dovrà mai spegnersi è il sintomo e il segnale di un sentimento d’altruismo, di servizio, di dedizione alla garanzia che ci sia sempre qualcuno a cui offrire un porto di quiete e speranza. Accertarsi che quella luce si accenda non è un mestiere, ma si assimila alla stregua di una missione. Se il faro si accende e si spegne, il guardiano di un faro non smetterà mai di essere il guardiano del faro. Da sempre la curiosità mi prendeva, così come il desiderio di salire lassù e ammirare la nostra bellissima Manfredonia dall’alto.
Um giorno il mio desiderio fu esaudito grazie all’impegno dell’ultimo guardiano del faro, che
fino ad oggi se ne è occupato, il sig. Ottavio Greco, dipendente civile della M.M. classe 1954.
Da domani il nostro Ottavio, dopo 39 anni e 7 mesi di servizio, andrá in pensione, lasciando il suo lavoro, ma di certo non la sua passione al farista di Vasto per la manutenzione ordinaria; Oltre al faro ci sono due fanali, rosso e verde che illuminano il nostro mare dal tramonto all’alba.
Quando salii gli 80 gradini che portano al faro, Ottavio era davanti a me, e con orgoglio mi raccontò il suo lavoro, la sua passione. Il tutto iniziò a Taranto, sua città natale, subito dopo la formazione venne destinato a Manfredonia dove si trasferì con tutta la famiglia, divenendo di fatto l’unico farista. Essendo un appassionato e mai reputando il suo compito un lavoro, se ne prese cura anche arredandolo con modelli ed oggetti riguardante il mare, motivo di orgoglio tanto da mostrare e descrivere il suo ‘museo’ ai visitatori.
Mi raccontò di quella volta, nei primi anni di servizio, quando ricevette la visita di una scolaresca delle elementari, tra di loro c’era una bambina sulla sedia a rotelle, ovviamente non poteva salire, ma lui non si perse d’animo, la prese in braccio e la portò su. Un piccolo gesto di amore che rese felice una piccola visitatrice. Ottavio fece conoscere il faro anche a chi pensava che fosse disabitato, facendo scoprire così un mondo incantato.
Grazie Ottavio per tutta la passione che ci hai messo per la gestione del faro, della possibilità data a tanti visitatori, delle emozioni che ci hai donato, specialmente quando per qualche ora rimuovevi i pannelli che limitano la luce sulla città.
Ogni volta che guarderemo il faro un sorriso si accenderà sul viso e penseremo al nostro Ottavio.
Buon vento Ottavio