Milano dedica un giardino a Luisa Fantasia: la giovane mamma pugliese uccisa barbaramente per una vendetta trasversale

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La città di Milano, nella giornata di ieri, ha dedicato un giardino a Luisa Fantasia, una giovane donna di San Severo, uccisa in casa, il 14 giugno di 46 anni fa, sotto gli occhi della figlioletta di 18 mesi, da due giovani criminali. Luisa, come tante mogli di militari, aveva seguito suo marito, Antonio Mascione, con amore e dedizione nella città in cui lui, brigadiere dell’Arma dei Carabinieri, lavorava e vivevano in un piccolo appartamento nel quartiere Baggio. La giovane pagò purtroppo il ruolo del marito, «colpevole» di indagare sotto copertura sull’arrivo di una grossa partita di eroina, dalla Calabria a Milano.

Mascione riuscì ad intercettare coloro che stavano gestendo i movimenti, due ragazzi di cui uno ancora minorenne e organizzò con loro un incontro, fingendosi un facoltoso acquirente di droga. I due giovani malavitosi, però, il giorno dell’appuntamento non si presentarono nel luogo dove il brigadiere li attendeva, ma scoperta la sua identità e il posto in cui abitava, si diressero direttamente a casa sua. Per farsi aprire la porta da Luisa, si spacciarono come due amici del marito e una volta entrati in casa, si avventarono su di lei, la picchiarono selvaggiamente, la violentarono e infine la uccisero barbaramente con un coltello, tutto questo alla presenza della piccina.

Mascione, nonostante il dolore e lo strazio che avevano travolto la sua famiglia, chiese di poter condurre le indagini sull’omicidio della moglie e proprio lui dopo pochi giorni arrestò i due assassini. Ad entrambi venne comminato l’ergastolo, il primo caso di una pena del genere per un minorenne.

Sia San Severo che Milano portano sempre nel cuore la dolce Luisa: il suo paese natale le ha intitolato un intero quartiere e il Comune di Milano il 7 dicembre 1975, sei mesi dopo l’assassinio e i funerali di Stato, le ha assegnato la medaglia d’oro di civica benemerenza alla memoria. Ora la sua città adottiva ha un’area verde che porta il suo nome.

Alla cerimonia di intitolazione del giardino, ubicato in via delle Forze Armate all’angolo con via Mar Nero, nel quartiere dove insieme al marito Luisa si era trasferita dalla Puglia, erano presenti il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, il sindaco di San Severo, Francesco Miglio, il vicepresidente del Municipio 7, Antonio Salinari, il comandante della Legione Carabinieri “Lombardia” Andrea Taurelli Salimbeni e i due figli del brigadiere Mascione: Cinzia, la primogenita e Pietro Paolo, nato dalle seconde nozze del padre, agente della Polizia di Stato e vicepresidente nazionale dell’associazione ‘Ultimi’ del prete anti-camorra don Aniello Manganiello.

“L’uccisione di Luisa Fantasia – ha detto il sindaco Sala –  fu un brutale e vigliacco atto di ritorsione che lasciò sgomenti questo quartiere e l’intera città. Erano anni in cui molte giovani famiglie arrivano a Milano con l’intento di costruirsi onestamente il loro futuro. Non fu così per tutti però. Allora come oggi la malavita organizzata era presente e crebbe a discapito dei più deboli e delle persone perbene”. E poi ha aggiunto: “Il nostro compito come istituzioni che rappresentano lo Stato, tutte insieme, è di combattere ogni forma di criminalità, sul nascere, impedire che trovi terreno fecondo, specialmente nelle giovani generazioni. Dobbiamo con determinazione insegnare e diffondere la cultura della legalità e del rispetto delle regole. E onorare chi ha perso la vita, facendone un esempio, proprio come Luisa. I bambini della scuola Ercole Ferrario, qui presenti oggi, sono il miglior auspicio di un presente e di un futuro bello e gioioso come lei avrebbe voluto per i suoi figli”.

Queste le parole commosse di Cinzia Mascione, nel giardino che da ieri porta il nome di sua madre, Luisa Fantasia: “Torno a Milano dopo 46 anni. È come aver fatto pace con questa città, in cui sono nata. Dopo il dolore, oggi è un giorno di gioia”.

Anche l’Associazione Nazionale Carabinieri di Manfredonia, nell’edizione 2019 del Premio ‘Virgo Fidelis’  dedicò un premio alla memoria di Luisa Fantasia, tra le prime donne vittima di una vendetta trasversale.

SCT