Partorisce e lascia il neonato in ospedale: parte gara di solidarietà

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Una madre partorisce un bambino nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Sant’Ottone Frangipane della cittadina di Ariano Irpino, Avellino e decide di non volerlo riconoscere e lasciarlo in ospedale. Non si conoscono le ragioni alla base della decisione, di certo si sa soltanto che l’ospedale irpino, come è da procedura, ha messo a disposizione un supporto psicologico alla donna affinché riflettesse sulla sua scelta. Tuttavia la decisione non è cambiata: il piccolo, come da procedura, è entrato nelle liste per l’affido.

In Italia si calcolano ogni anno quasi 400 casi simili, ma regolarmente previsti dalle leggi: si chiama “parto in anonimato”. La legge infatti consente alla madre di non riconoscere il bambino e di lasciarlo nell’ospedale in cui è nato «affinché sia assicurata l’assistenza e anche la sua tutela giuridica. Il nome della madre rimane per sempre segreto e nell’atto di nascita del bambino viene scritto “nato da donna che non consente di essere nominata“». La donna che non riconosce e il neonato sono i due soggetti che la legge deve tutelare, intesi come persone distinte, ognuno con specifici diritti.

La notizia del bimbo lasciato in ospedale ha subito messo in moto una “gara di solidarietà” che ha commosso il direttore sanitario Angelo Fireri. «Il bambino è stato subito accolto amorevolmente – racconta – c’è subito stata la solidarietà di tanti che si è manifestata con piccoli doni, come indumenti e tutto il necessario per un bimbo così piccolo. Fino al punto da commuoverci quando se n’è andato».

Il bimbo non è rimasto a lungo in ospedale, ma è stato affidato ad una coppia senza figli.  Questa è una situazione solo temporanea che solitamente dura non più di 8 mesi. Il bambino dovrà infatti successivamente comunque essere riaffidato ai genitori o dichiarato come “adottabile” da parte del Tribunale dei Minori.