Presepe artigianale a Macchia

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Il  segno: il Verbo si fa carne nelle periferie, nei posti sperduti, marchiati eternamente per i peccati degli avi. Il Verbo si fa carne tra la semplice gente, tra chi lavora, soffre, lotta e spera, tra bambini, vecchi contadini e donne di casa, tra chi conserva tradizioni ed è desideroso di cambiamenti. Il Verbo si fa carne nel tabernacolo di una piccola chiesa parrocchiale, lì dove un piccolo drappello di cristiani celebra e adora ancora. Ecco, il Verbo si fa carne e nutrimento. Oggi e sempre. Anche a Macchia di Monte Sant’Angelo(padre Alfredo) L’autore e’ Antonio Russo, che gentilmente si è messo a disposizione per spiegarci il capolavoro realizzato.

Può descrivere il presepe di Macchia?

L’Autore: Descrivere il presepe di Macchia è molto semplice, ho riprodotto quasi fedelmente tutta la zona di Macchia dove è ubicata la chiesa, eliminando le parti nuove dando un aspetto di presepe, cercando di invecchiare con la colorazione. Nella parte delle abitazioni dei religiosi sono state realizzate le stalle. Tengo a precisare che tutto il presepe è stato realizzato a mano, a parte i pastori, tutte le finiture sono state realizzate a mano, l’albero d’ulivo ed anche l’interno della chiesa e le inferiate, saldate una ad una.

Quali emozioni prova a realizzare capolavori come questo di Macchia?

L’Autore: Creare i presepi per me non è un lavoro ma una passione, l’emozione che si prova è indescrivibile. Per la realizzazione non ci sono orari di lavoro o di ufficio, è il momento dell’ispirazione che diventa decisivo. Per la realizzazione di questo presepe mi svegliavo alle ore 5 e lavoravo fino alle 8 e poi la sera dalle 20 in poi fino a notte fonda, come se si fosse creato un legame intimo, una sensazione di riservatezza tra me ed il presepe che stavo realizzando, questa sensazione l’ho provata dall’inizio fino alla realizzazione definitiva.