Puglia lunedì rientro a scuola tra boom di casi. Alle superiori resta il 50%

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Il ritorno a scuola per gli studenti di tutta Italia si avvicina. Oggi é arrivata la conferma per il Veneto, con il presidente Luca Zaia che ha comunicato la riapertura delle scuole con la didattica in presenza al 50% per tre settimane. L’obiettivo è quello di raggiungere il 75% di lezioni in presenza a breve, ma “le famiglie comunque possono chiedere di fare stare i figli a casa in dad”.

Dal primo febbraio dovrebbero rientrare in classe gli studenti di Calabria, Basilicata, Campania, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Sardegna e Veneto. Nello specifico, in Puglia si dovrebbe procedere con la didattica in presenza al 50% dall’1 al 6 febbraio. In Campania si torna in classe alle superiori: il 25 gennaio erano rientrati in aula gli alunni delle scuole medie. Dall’1 febbraio si torna a scuola anche per Friuli Venezia Giulia e Sardegna, stessa data che dovrebbe essere prevista in Basilicata e Calabria, dove finora è prevista la didattica a distanza fino al 31 gennaio. Diverso il discorso per la Sicilia, dove il ritorno a scuola dipende dall’eventuale uscita dalla zona rossa.

Dopo le festività natalizie i primi a tornare in classe sono stati gli studenti delle province autonome di Trento e Bolzano, il 7 gennaio. L’11 gennaio è toccato ad Abruzzo, Toscana e Valle d’Aosta. Studenti delle superiori in classe dal 18 gennaio, invece, in Emilia-Romagna, Lazio, Molise e Piemonte. Gli ultimi a essere tornati sono gli studenti che hanno ripreso le lezioni in presenza – al 50% dal 25 gennaio di Liguria, Marche e Umbria. Ma anche di quelli della Lombardia, che sono tornati in aula dopo l’uscita della Regione dalla zona rossa, con il rientro sia delle scuole medie che di quelle superiori.

La giunta regionale pugliese secondo i piani del presidente Michele Emiliano e dell’assessore Pier Luigi Lopalco, prevede più sorveglianza, misure più stringenti per assicurare la quarantena dei casi sospetti, e soprattutto l’introduzione di una vigilanza attiva con 355 operatori sanitari (uno ogni 1.500 alunni) che dovranno tra l’altro fungere da interfaccia con i servizi territoriali delle Asl, occupandosi anche di raccogliere i dati sui contagi all’interno degli istituti. Personale che dovrebbe essere in servizio già da lunedì, ma che andrà reperito anche con assunzioni ad hoc.

Ma i sindacati pugliesi (Flc Cgil, Cisl Scuola, Snals, Gilda, Anief e Anp) annunciano per stamattina ulteriori motivi di contrarietà alle ordinanze della Regione e nuove iniziative di mobilitazione.