Racconto di Natale dalla corsia della sala operatoria: il segreto del vin brulè

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In occasione del Natale vogliamo condividere con i nostri lettori un racconto ricco di emozione, di speranza e…di profumo di vin brulè, scritto da Giovanni Grumo, infermiere in servizio presso i Riuniti di Foggia, componente del nostro Team “Pillole di Salute”.

Buon Natale a tutti gli operatori sanitari che anche il 25 dicembre, saranno al loro posto, come ogni anno, per dare salute a chi non ce l’ha e valore alla vita sempre e comunque.

“Non mi ricordo in che anno , ma lavoravo come infermiere presso il blocco operatorio di Torrette di Ancona dell’azienda ospedaliera universitaria . Avevamo 18 sale operatorie (attualmente ci sono ancora almeno credo, vista la pandemia). La sala n.17 e n. 18 erano dedicate alle urgenze. Ero di turno di pomeriggio, e appena giunto, Maria mi fa’: “Giuvannin oggi sei di urgenza”. Erano i giorni della vigilia di Natale. Pensavamo io e i miei 5 colleghi che essendo alla vigilia , avremmo avuto poche urgenze.

Ad un certo punto il barelliere che ci portava i pazienti dai reparti che in quel momento stava anche lui con noi, ci dice:Ragazzi prepariamo il vin brulé?”. Devo premettere che avevamo una sala relax , anche perché il blocco operatorio conteneva ad ogni turno un minimo di cento persone.la sala relax però si trovava difronte alla sala n. 17 che si chiudeva autonomamente quando era in funzione. Dunque Andrea riesce a recuperare dalla cucina un po’ di vino rosso, arance, limone, noce moscata, zucchero. Mentre stavamo sul divano aspettando con allegria di gustare il vin brulé e già eravamo brilli dall’idea di gustare il decotto…….Ad un certo punto arriva la chiamata. “Ragà sta arrivando un paziente con la milza rotta. Giovanni vai a prepara i ferri”.

Ebbene essendo strumentista ( ferrista) preparo il campo sterile. Giunge il paziente, si prepara il campo operatorio e si inizia. Ma il mio pensiero andava contemporaneamente al vin brulé e se qualcuno avesse avuto la pietà di lasciare un po’ per me. L’intervento durò mezz’ora il chirurgo asportò la milza al paziente e mentre passavo l’ aspiratore per la macchina del recupero sangue, ad un certo punto entro’ un ausiliario e mentre si apriva la porta, nell’ aria si diffuse quel dolce aroma di vin brulé che nel frattempo era già terminato. L’ intervento andò bene e anche il vin brulé, di cui conservo solo il buon odore.

E giacche’ stiamo vivendo questa pandemia auguro a tutti voi di conservare un buon odore per assaporare le feste natalizie. Buona vigilia a tutti.