Scuola, bambini in gita da Bari a Firenze restando in classe: il viaggio d’istruzione è virtuale

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La scuola elementare Piccinni ha partecipato al progetto “Cody trip”: una guida in collegamento dal capoluogo toscano ha svelato le bellezze della città ai più piccoli

Alla partenza si respira la classica adrenalina da gita. I piccoli alunni prendono posto sul pullman, poi inevitabilmente s’addormentano, e si svegliano all’arrivo: ecco Firenze. Le luci s’accendono, la maestra dà il buongiorno e invita a guardare dai finestrini. “Lì c’è il fiume, come si chiama?”, chiede lei. “L’Arno”, rispondono in coro i bambini, che iniziano a indicare gli altri monumenti già visibili in lontananza.

Quello su cui viaggiano, in realtà, non è un pullman vero. È stato ricostruito in classe: al posto dei sedili ci sono le sedioline di legno e alla guida c’è un bambino con tanto di cappellino con la scritta “autista” e un manubrio. È l’inizio della gita virtuale alla quale hanno partecipato, giovedì 15 aprile, circa 200 alunni della scuola primaria Piccinni di Bari, per ovviare alle limitazioni imposte dalla pandemia, grazie all’immaginazione e a una guida collegata direttamente dal capoluogo toscano, che sullo schermo ha accompagnato gli studenti alla scoperta delle bellezze della città.

La meta è anche sulla lavagna

Il progetto nazionale si chiama “Cody trip”, ed è stato organizzato dal professor Alessandro Bogliolo dell’Università di Urbino, che fa anche da “cicerone”. “Ha avuto l’intuito di organizzare gite virtuali, visto che la pandemia ci ha messo in ginocchio”, racconta la docente di italiano della Piccinni, Maddalena Casella, promotrice dell’iniziativa. Il primo tour ha fatto tappa a Urbino, nell’aprile dello scorso anno, e giovedì scorso, invece, gli studenti sono partiti alla volta di Firenze.

Hanno partecipato nove classi, dalla seconda alla quinta elementare, e circa 200 alunni (perlopiù da scuola, ma alcuni anche a distanza), grazie alle docenti Casella, Agata Ferrara, Rosa Salvatorelli, Laura de Nicolò, Maricetta Pomes, Caterina Berardi, Costanza Caradonna, Elena Tamma, Francesca Mastrangelo. E ancora, Nicoletta Murolo, Paola Accardo, Licia Pentimone, Gabriella Papappicco, Grazia Marino, Francesca Lofranco, assieme a Caterina Attolico, Antonella Nardozza, Rosanna Luidi e Valeria Giuliano.

“Ho sistemato le sedie nell’aula, in fila per due: gli alunni si sono seduti nel pullman immaginario e abbiamo persino simulato il viaggio”, racconta la maestra Maddalena. E durante una gita, non si può non intonare qualche canzone. Anche questa, a tema: “Abbiamo imparato il brano Firenze sogna”. Dopo aver scaldato l’ugola, è tempo di vestirsi e scendere finalmente dal bus.

Alle 9, il professor Bogliolo è comparso sugli schermi, in collegamento dalla stazione di Firenze, dove si trovava realmente. Ha salutato gli alunni, e il viaggio è iniziato. Prima tappa: museo Marino Marini, aperto per l’occasione. “Abbiamo osservato le sculture di Marino Marini e il Santo Sepolcro di Leon Battista Alberti. Tutto ridotto a una dimensione per bambini: per coinvolgerli, dovevano mettersi, ad esempio, nella stessa posizione delle statue. Un artista e un chitarrista hanno pure letto racconti, gli alunni hanno battuto le mani e danzato a suon di musica”.

Una delle attività proposte

E poi sentito un certo languorino. Allora, sono andati a casa per pranzo: hanno mangiato un piatto tradizionale toscano, gli gnudi, che avevano preparato con i genitori. Hanno pranzato con i propri compagni, condividendo le immagini, e poi si sono rimessi in “viaggio”. Proseguito (questa volta collegandosi da casa) sul lungarno, con il Ponte Vecchio a far da sfondo. “Ci è stata spiegata la storia del ponte, la sua importanza, la costruzione della galleria, e i bambini erano incantati da questo racconto. Poi abbiamo attraversato il ponte, anche se i negozietti erano chiusi”. Una bottega, però, ha aperto le proprie porte: i bambini hanno imparato (realmente) a realizzare profumi con prodotti naturali, estraendo gli oli essenziali dalle bucce. “Ieri mattina, in classe, gli alunni profumavano tutti di arancia e limone”, ricorda la maestra mentre sorride.

“Non si può andar via da Firenze, senza vedere la maestosità del Duomo”, ha però fatto notare la guida. Allora, dritti verso la cupola del Brunelleschi: passando prima, però, da piazza della Signoria e Palazzo Vecchio. E infine, lo stupore davanti alla facciata del Duomo, dove si è conclusa la gita, alle 19. I bambini sono tornati in stazione e si sono rimessi in viaggio con il pullman, in direzione Bari. “Non abbiamo dato i compiti perché i bambini e le maestre si erano stancati”. Ma la forza per intonare, per un’ultima volta, Firenze sogna, c’è stata. 

I bambini mentre seguono il tour

Non sarà l’ultima gita dell’anno. “Il 22 e 23 aprile, i bambini parteciperanno a una visita di due giorni a Torino, si collegheranno anche nella tarda serata e alle 22 ci sarà la lettura della buonanotte – anticipa la maestra Maddalena – a maggio, invece, ci saranno una gita in Puglia, tra Salento, Valle d’Itria e la Bari delle orecchiette, e l’ultima a Napoli”. È uno degli aspetti positivi dei tour virtuali (anche se quelli dal vivo rimangono insostituibili): oltre alla possibilità di far visitare città così distanti a bambini così piccoli, se ne possono organizzare anche più d’uno.

“In questo periodo, le gite virtuali assumono un’importanza particolare – spiega il preside Giuseppe Capozza – perché è uno dei pochi mezzi che abbiamo a disposizione per fare sia geografia che storia dell’arte, conoscenza del territorio italiano, apprezzamento del nostro patrimonio culturale. Per questo, proponiamo questo tipo di progetti ai quali i bambini rispondono molto positivamente, perché sono curiosi di natura e capiscono che il mezzo telematico non è soltanto qualcosa che riguarda i giochi, ma è anche utile per migliorare la propria cultura”. LaRepubblica