Trivelle in Puglia: Ue da il via libera. Prosegue il progetto europeo di un secondo gasdotto

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“Il diritto Ue non impedisce a uno Stato membro di rilasciare più permessi di ricerca sugli idrocarburi allo stesso operatore, anche se le attività insistono su zone contigue.” Come si legge dall’articolo appena pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno, l’Avvocato generale della Corte di giustizia europea Gerard Hogan, si è pronunciato così in occasione della controversia che ha visto la Regione Puglia ricorrere in diverse sedi giudiziarie contro quattro progetti della società australiana Global Petroleum, che ha avuto dalle autorità nazionali quattro permessi di ricerca di idrocarburi in aree tra loro adiacenti nel mare Adriatico, al largo della costa pugliese.

Hogan specifica che secondo il diritto Ue spetta allo Stato membro determinare quali aree del suo territorio sono disponibili per l’esercizio di questo tipo di attività e i requisiti per la protezione dell’ambiente, garantendo l’accesso a tali attività da parte di tutti gli operatori pubblici e privati, indipendentemente dalla loro nazionalità.

A seguito dell’appello all’autorità giudiziaria comunitaria presentato dalla Regione Puglia contro le sentenze del Tar Lazio, che avevano ritenuto legittimi i permessi rilasciati alla Global Petroleum, i giudici hanno stabilito che gli Stati membri hanno la facoltà di individuare quale possa essere l’area per effettuare le attività di rilevazione, ma non devono necessariamente indicare con precisione l’estensione di tale superficie né porre ulteriori limiti. Però possono stabilire particolari condizioni a tutela dell’ambiente.

La Regione aveva avanzato tale richiesta: per evitare che si possa eludere la normativa nazionale – che pone dei limiti ben precisi sia di durata che di estensione dei permessi di ricerca – il limite di 750 ettari non dovrebbe valere solo per il singolo permesso ma anche per il singolo operatore.

La Puglia nel referendum del 2016 aveva espresso chiaramente il no alle trivellazioni, ottenendo nelle sei province un vero plebiscito. La consultazione, però non raggiunse il quorum nazionale: gli elettori furono solo il 31,19%).

La Puglia potrebbe diventare (tra quattro anni) l’approdo europeo di un secondo gasdotto: è l’effetto del decreto del 26 marzo scorso con cui il ministero della Transizione ecologica ha prorogato i termini per l’avvio e la realizzazione del «Poseidon», l’infrastruttura progettata per far arrivare in Italia il metano estratto nel Mediterraneo orientale, nelle acque tra Cipro e Israele.