Variante Delta, contagi a raffica in Sicilia: scattano i primi 4 lockdown

0
338

Salgono i contagi in Sicilia a causa della variante Delta. Nell’isola di Pantelleria è stato scoperto un focolaio: 26 i casi al momento, di cui 9 da confermare con il tampone molecolare. Si tratta soprattutto di giovani, almeno 6 i minorenni, quasi tutti non vaccinati. Un contagio che sarebbe partito da una festa privata e che rischia adesso di rendere concreto lo spettro dell’istituzione di una zona rossa.

“Per l’isola sarebbe devastante”, spiega all’Adnkronos il sindaco Vincenzo Campo. Pantelleria, almeno secondo gli ultimi dati disponibili di inizio luglio, è ultima in provincia di Trapani per numero di vaccinati: poco più del 46 per cento.II dato delle vaccinazioni è certamente aumentato, ieri sono state somministrate 20 prime dosi, ma restiamo maglia nera in provincia e tra gli ultimi anche in Sicilia”. Il motivo? Un “concorso di colpe”. “La presenza di un gruppo no vax piuttosto agguerrito, ma anche un’informazione veicolata dai media e spesso poco attenta che ha contribuito ad alimentare paure e confusione”. Il focolaio spaventa. “Speriamo di essere riusciti ad arginarlo – dice il primo cittadino -, se i contagi dovessero dilagare il rischio di diventare zona rossa sarebbe alle porte con un danno gravissimo, anche di immagine per l’isola. In piena stagione estiva le conseguenze di nuove rigide restrizioni sarebbero devastanti e sicuramente non recuperabili”.

Intanto, proseguono le operazioni di contact tracing e i tamponi. “Ritengo, purtroppo, che il numero di positivi sia destinato ad aumentare nelle prossime ore”, ammette Campo, che ai propri concittadini rivolge un appello.

Alla prudenza e al rispetto delle regole. “Occorre osservare le prescrizioni minime: igiene delle mani, distanziamento sociale, utilizzo delle mascherine anche all’aperto quando non è possibile mantenere la distanza ed evitare assembramenti partecipando a feste private senza controlli. Al momento l’unica arma contro il Covid è il vaccino, invito chi ancora non lo ha fatto a valutare con più attenzione l’ipotesi di sottoporsi alla vaccinazione”. Il primo cittadino non esclude il ricorso a ordinanze restrittive. “Stiamo valutando con la mia giunta una possibile stretta perché la situazione è allarmante”. L’ipotesi è quella di maggior controlli da parte delle forze dell’ordine per scongiurare assembramenti in occasione di feste private ma anche “l’introduzione del tampone, gratuito, per chiunque arrivi sull’isola. Ci stiamo ragionando ma serve l’ok delle autorità sanitarie”, conclude.

“La proclamazione della zona rossa era un atto dovuto. Non poteva essere diversamente vista la situazione epidemiologica che si è venuta a creare negli ultimi giorni con un aumento della curva dei contagi significativo, per non dire allarmante, e con il superamento dei parametri soglia” , dice il sindaco di Gela (Caltanissetta), Lucio Greco, dopo l’ordinanza firmata dal presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, che sarà in vigore da domenica 18 luglio a venerdì 23 luglio. Nella cittadina del Nisseno i numeri della curva epidemiologica da Covid-19 hanno ricominciato a correre: 190 nuovi casi settimanali, ben oltre il limite dei 179.

Gela è la quarta zona rossa in Sicilia dopo i Comuni di Mazzarino e Riesi, sempre nel Nisseno, e Piazza Armerina in provincia di Enna. L’auspicio del sindaco, però, è che vengano rivisti i parametri che fissano la definizione dei colori delle Regioni, collegandoli al tasso di ospedalizzazione e non più alla percentuale dei contagi.