La generazione dei cosiddetti boomer sa perfettamente cosa ha rappresentato la foto della moneta che abbiamo scelto come immagine. C’era un vecchio detto: «𝗦𝗲𝗶 𝗳𝗮𝗹𝘀𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝟱𝟬𝟬 𝗹𝗶𝗿𝗲»..
Il paragone calza a pennello con quello che abbiamo visto e ascoltato sui social, attraverso un’intervista, o meglio una trasmissione, di una radio di Eboli: una realtà completamente distorta che non solo ha messo in cattiva luce la tifoseria del Manfredonia, ma, contestualmente, anche l’intera città.
Cominciamo allora a ridimensionare alcune allusioni e affermazioni che abbiamo ascoltato in quel video.
𝗜𝗹 𝗰𝗿𝗼𝗻𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗘𝗯𝗼𝗹𝗶 𝗱𝗶𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗴𝗶𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗮 𝗠𝗮𝗻𝗳𝗿𝗲𝗱𝗼𝗻𝗶𝗮 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘂𝗻 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗽𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗼, 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗰𝗼𝗿𝘁𝗮 𝗲 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗻𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗳𝗼𝘀𝘀𝗲 𝗳𝗮𝗰𝗶𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶𝘃𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲.
Vorremmo ricordare che per arrivare a Manfredonia non c’è bisogno di alcuna scorta, perché Manfredonia è una città accogliente e non è in guerra con nessuno. Quanto al percorso, poi, basta inserire su Google Maps “Manfredonia – Stadio Miramare” e il gioco è fatto.
𝗟𝗼 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗰𝗿𝗼𝗻𝗶𝘀𝘁𝗮 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗶𝗲𝗻𝗲, 𝗮 𝘀𝘂𝗼 𝗱𝗶𝗿𝗲, 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗮𝘃𝘃𝗶𝗰𝗶𝗻𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗮 𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗶 𝗳𝗮𝗰𝗶𝗻𝗼𝗿𝗼𝘀𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗼 𝗮𝘃𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲𝗿𝗼 𝗺𝗶𝗻𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗶𝗻𝘁𝘂𝗿𝗲.
Qualora queste accuse fossero vere, sarebbe bastato comporre il numero delle Forze dell’Ordine e denunciare l’accaduto. Ma poi vorremmo capire: come hanno fatto questi pseudo-facinorosi a capire che erano di Eboli?
Di solito, a Manfredonia, non si usa accogliere chi viene da fuori minacciandolo con le cinture dei pantaloni, ma piuttosto con un buon caffè di benvenuto.
𝗔𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮, 𝗶𝗹 𝗰𝗿𝗼𝗻𝗶𝘀𝘁𝗮 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲, 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝗮𝘃𝗲𝗿 𝘃𝗶𝘀𝘁𝗼 𝘁𝗮𝗻𝘁𝗶 𝘁𝗶𝗳𝗼𝘀𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗠𝗮𝗻𝗳𝗿𝗲𝗱𝗼𝗻𝗶𝗮, 𝘀𝗶𝗮𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗶 𝘃𝗶𝗰𝗼𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮̀, 𝗮 𝗹𝗼𝗿𝗼 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗼 𝗲 𝗽𝗲𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼, 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗮𝗽𝗲𝘃𝗮𝗻𝗼 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗳𝗼𝘀𝘀𝗲 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗹’𝗮𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗮𝗹 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗼𝘀𝗽𝗶𝘁𝗶.
Vorremmo segnalare a questo signore che nei vicoli di Manfredonia nessuno rischia niente. Anzi, se avete percorso i vicoli, avete avuto anche l’occasione di ammirare alcune delle bellezze della nostra città.
𝗜𝗻𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲, 𝗹’𝗶𝗻𝘃𝗶𝗮𝘁𝗼 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝘂𝗻𝗴𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗮𝗱𝗶𝗼 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮 𝗱𝗼𝘃𝘂𝘁𝗼 𝗮𝗳𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗻𝗲𝗹 𝘁𝗶𝗺𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗮𝗴𝗴𝗿𝗲𝗱𝗶𝘁𝗼 𝗱𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗼. 𝗔𝗱𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗮𝘃𝗲𝗿 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗱𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝘀𝗲𝗻𝘀𝗼 𝘁𝗿𝗮 𝗶 𝘃𝗶𝗰𝗼𝗹𝗶 𝗱𝗶 𝗠𝗮𝗻𝗳𝗿𝗲𝗱𝗼𝗻𝗶𝗮, 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗻𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗳𝗼𝘀𝘀𝗲 𝗶𝗻 𝗽𝗲𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗮 𝗶𝗻𝗰𝗼𝗹𝘂𝗺𝗶𝘁𝗮̀.
Crediamo che questa sia un’affermazione sulla quale ci sia davvero poco da commentare, se non esprimere sdegno e perplessità.
𝗦𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗰𝗿𝗼𝗻𝗶𝘀𝘁𝗮 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗻𝗲𝘃𝗮 𝗱𝗶 𝗮𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝗿𝘀𝗶, 𝗮𝗹𝗹’𝗶𝗻𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗠𝗮𝗻𝗳𝗿𝗲𝗱𝗼𝗻𝗶𝗮, 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗮𝘁𝘁𝘂𝗴𝗹𝗶𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗶 𝘀𝗰𝗼𝗿𝘁𝗮𝘀𝘀𝗲 𝗼 𝗮𝗱𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗹𝗮 𝗖𝗲𝗹𝗲𝗿𝗲.
Forse non gli è chiaro che a Manfredonia non c’è bisogno di alcuna scorta per girare in città, raggiungere lo stadio o fare una passeggiata nei vicoli.
Prima di definire violenti i tifosi locali, vi invitiamo a vedere alcuni episodi del 2025, senza andare troppo lontano:
Polemiche sugli scontri dopo Agerola-Ebolitana: https://www.facebook.com/…/polemiche…/1156676906372415/
Rissa Ebolitana-Battipagliese sul raccordo Salerno-Avellino: https://www.salernotoday.it/…/rissa-ebolitana…
Non vogliamo certamente attribuire responsabilità collettive a una tifoseria per episodi che riguardano singoli soggetti. Ma lo stesso metro di giudizio dovrebbe valere per tutti.
I tifosi del Manfredonia sono quelli che, durante la gara contro la Fidelis Andria, quando per il Manfredonia erano in palio punti importanti per la salvezza, dopo aver appreso del malore accusato da un tifoso ospite, per rispetto hanno smesso di incitare la propria squadra, lasciando lo stadio Miramare completamente muto.
I tifosi della Gradinata Est sono quelli che, nelle trasferte, hanno avuto un comportamento esemplare, nonostante nello scorso campionato il Manfredonia abbia raccolto più sconfitte che soddisfazioni. Il loro comportamento è stato sempre corretto e, per quanto ci risulta dalle cronache, non sono stati raccontati episodi incresciosi che li abbiano visti protagonisti.
𝗖𝗮𝗿𝗶𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼 𝗰𝗿𝗼𝗻𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗘𝗯𝗼𝗹𝗶, 𝗠𝗮𝗻𝗳𝗿𝗲𝗱𝗼𝗻𝗶𝗮 𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮̀ 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗴𝗹𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗲 𝗽𝗮𝗰𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗲, 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝗴𝗶𝘂𝗱𝗶𝗰𝗮𝗿𝗹𝗮 𝗲 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝗿𝗹𝗮 𝗶𝗻 𝘂𝗻 𝗰𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗺𝗼𝗱𝗼, 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗲𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗳𝗼𝗿𝘀𝗲 “𝘀𝗰𝗶𝗮𝗰𝗾𝘂𝗮𝗿𝘀𝗶 𝗹𝗮 𝗯𝗼𝗰𝗰𝗮”.
Al di là del cosiddetto “Pezzella pensiero”, chiedete al vostro mister, che ha vissuto un anno in riva al Golfo, cosa sia Manfredonia, chi siano i suoi abitanti e come siano i suoi tifosi.
Nonostante tutto, caro cronista, quando vorrà sarà sempre il benvenuto in questa città.
Magari faremo insieme un giro per i vicoli, rigorosamente senza scorta e senza protezione.
E, dopo averle offerto un buon caffè, saremo lieti di ospitarla a pranzo in uno dei tanti ristoranti di Manfredonia.
Perché a Manfredonia, prima delle polemiche, vengono l’ospitalità e il buon senso.






