Il responsabile unico del Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) Capitanata, il consigliere regionale pugliese Nicola Gatta (FDI), si è confrontato a Roma con Giosy Romano, capo del Dipartimento per il Sud e coordinatore della ZES Unica, sui numeri e sulle opportunità legati agli investimenti nel Mezzogiorno.I dati parlano chiaro: se la Puglia è la seconda regione per numero di pratiche ZES — con un totale di 424 progetti e un ammontare di credito richiesto pari a 658 milioni di euro — la provincia di Foggia si colloca ultima in regione sia per numero di istanze presentate sia per autorizzazioni ottenute, fermandosi a sole 14.
L’IMPORTANZA DELLA ZES UNICA. “È un dato che merita attenzione — ha dichiarato Gatta — perché dietro ogni investimento ci sono sviluppo economico, nuove imprese e, soprattutto, opportunità di occupazione per i giovani. Ciò avviene nonostante le perplessità esternate, purtroppo, proprio da chi dovrebbe mostrare entusiasmo, come il presidente Decaro, che ha sollevato forti dubbi sull’efficacia a lungo termine della ZES accentrata a livello nazionale. Decaro sostiene, infatti, che l’accentramento romano delle decisioni esautori i territori e gli enti locali dalla pianificazione urbanistica ed economica delle proprie aree produttive. Il presidente della giunta regionale asserisce inoltre che le risorse pubbliche di accompagnamento e i crediti d’imposta, legati alla programmazione della ZES e dei Fondi di Coesione, rischino un rapido esaurimento, lasciando il Sud senza una reale ‘locomotiva’ strutturale. Io penso — ha aggiunto Nicola Gatta — che ci siano tantissime potenzialità e che sia in corso una grande stagione di programmazione, soprattutto se pensiamo alla mole di finanziamenti provenienti dal PNRR e dall’Accordo di Coesione, oltre alla nuova programmazione 2021-2027 dei fondi europei. La ZES Unica, istituita dal Governo Meloni su proposta dell’allora ministro Raffaele Fitto — che ebbe la giusta intuizione di accorpare in un’unica grande area otto regioni del Sud Italia — rappresenta un grande progetto di sviluppo per i territori e deve esserlo soprattutto per la provincia di Foggia. In Capitanata bisogna recuperare terreno e fare in modo che le opportunità offerte dalla ZES arrivino sul nostro territorio, per colmare il divario con le altre province pugliesi”.






